Locali vuoti e negozianti in fuga: «Affitti elevati e pochi parcheggi»

22 Aprile 2023

Lungo il Corso la tariffa varia da 400 a 1.000 euro. Resistono solo le attività di nicchia e quelle storiche In via Pollione si contano dieci saracinesche abbassate. Gli imprenditori: «È colpa anche dei cantieri»

CHIETI. Si abbassano sempre più saracinesche lungo le vie del centro storico. Affitti troppo alti e la mancanza di parcheggio sono alcune tra le principali cause che inducono i commercianti a chiudere per sempre i loro negozi. Così, sono le vetrine impolverate, lasciate all’abbandono, a fare da cornice alle poche attività commerciali che «resistono per i loro clienti».
CITTà INACCESSIBILE
I lavori in corso e la carenza di parcheggi sembrano scoraggiare i clienti ad avvicinarsi al centro. «Senza un parcheggio comodo i clienti preferiscono andare altrove», spiega Domenica Colangeli della cartolibreria in via Priscilla. È sproporzionato il numero delle attività aperte e dei locali sfitti tra le vie del centro. Solo in via Pollione, in poche decine di metri si contano ben dieci saracinesche abbassate. Una situazione che, a detta di Raffaele Di Leonardo, titolare del negozio di strumenti musicali lungo la via, si può paragonare «alla distruzione di una guerra». Infatti, diverse sono state le attività che hanno investito lungo la strada e che «dopo 7 mesi al massimo hanno chiuso», ricorda Di Leonardo, «resto aperto solo per impegni presi con le banche».
GLI AFFITTI
Si parte da 400euro e si superano i mille per prendere in affitto un locale di circa 30 metri quadri lungo il Corso. «Prezzi esagerati», dice Luigi Caterina di Sweet sweet way. E proprio per gli affitti alti Loredana Massa di Sesto senso intimo ha iniziato gli sconti per imminente trasloco del negozio. «Mi sposterò in un posto più movimentato», annuncia. Continuano ad andare avanti, però, le attività di nicchia come la calzoleria di Geremia Perrella in via Arniense. «C’è affluenza perché è un’attività di necessità che sta scomparendo», dichiara. «L’affitto pesa se non lavori, ma qui i clienti ci sono», aggiunge Smeraldo Cremonese della tabaccheria 13.
ATTIVITà STORICHE
Si possono ormai contare sulle dita il numero delle attività storiche che negli anni si sono distinte per essere un punto di riferimento del commercio cittadino. Un esempio, è il negozio di abbigliamento e cerimonia Pascetta, da 46 anni in via Chiarini, all’angolo con piazza San Giustino. «Amo la città e i miei clienti», dice la titolare Claudia Cipollari, «rimango aperta perché cerco in tutti i modi di valorizzare ciò che di bello resta». Ma negli anni Cipollari racconta di aver visto lo spopolamento della via anche a causa «dei lavori della piazza e della chiusura del Comune. Bisogna avere la forza di resistere». Anche se spesso le uscite superano le entrate, dal 1934 la Glacia continua la sua produzione di gelato e yogurt artigianale. «I clienti sono affezionati ai nostri prodotti», dice la titolare Liliana Marinucci, «siamo scoraggiati dalla situazione che ci tenta a chiudere, ma siamo un locale storico e lo facciamo per l’affetto dei clienti».
LE ASSOCIAZIONI
La fuga dei commercianti da Chieti è una questione ben conosciuta anche dalle associazioni di categoria. «Abbiamo bisogno di un piano contro la desertificazione del centro storico», afferma Marisa Tiberio di Confcommercio, che invita la giunta a prendere «decisioni forti e coraggiose» per una riqualificazione degli sfitti. E per frenare le condizioni di abbandono dei locali, sono nate anche svariate proposte ma «scontrarsi con le proprietà è difficile perché preferiscono tenere i locali vuoti più che affidarsi ad imprenditori senza una solidità certa», conclude Marina De Marco di Confesercenti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA