Logo da duemila euro: scoppia la lite tra i politici

L’ex sindaco si scaglia contro l’amministrazione Ferrara e denuncia spese pazze De Cesare contrattacca: dopo 28 anni di fila in Comune non sa più farsi da parte
CHIETI. Si litiga su tutto a Chieti, città più indebitata d’Abruzzo con un disavanzo di 78 milioni di euro, diretta verso il predissesto e con le tasse schizzate al massimo. Scoppia la polemica anche su una spesa di 2.440 euro per «l’ideazione e la realizzazione di un logo tematico della città». È l’ex sindaco Umberto Di Primio, iscritto a Fratelli d’Italia, 10 anni da primo cittadino e altri 15 da protagonista in municipio, a lanciare la crociata contro l’amministrazione di centrosinistra-liste civiche guidata dal “rivale” Diego Ferrara: «Spesa necessaria?», questa la domanda di Di Primio lanciata al popolo di Facebook. E si scatena la lite tra i politici: i panni sporchi di accuse e ripicche si lavano sui social network.
LA POLEMICA È una polemica nella polemica: tutto inizia in sordina domenica scorsa quando Di Primio scopre che qualcuno ha oscurato il logo della sua amministrazione, “DiPiùPerChieti”, con due strappi di scotch adesivo grigio. «Non basta un po’ di scotch per cancellare anni di lavoro», avverte l’ex sindaco che poi aggiunge: «Si tratta di piccineria, miseria comportamentale, pochezza e povertà d’idee». A distanza di tre giorni dal logo “censurato”, l’ex sindaco pubblica una determina comunale che impegna i 2.440 euro per pagare l’agenzia di comunicazione Mirus di Pescara: il compito della Mirus di Michele Russo è inventare il marchio dell’amministrazione Ferrara «che accompagnerà il logo istituzionale dell’ente». Di Primio contesta la spesa e, ironico, scrive ancora su Facebook: «Era meglio lo scotch, costava di certo meno».
DI PRIMIO E I BUCHI L’ex sindaco che critica i 2.440 euro per il logo è lo stesso che, due giorni prima delle elezioni, ha messo il sigillo su un’operazione da 14,5 milioni: con un’anticipazione di cassa, Di Primio ha spalmato i debiti spuntati durante i suoi due mandati nei prossimi 28 anni. Un’operazione che ha vincolato l’amministrazione Ferrara e anche tutte le altre che verranno fino al 2049. Con il sì di Di Primio e della sua giunta, è stato deciso di usare così i soldi della Cassa Depositi e Prestiti: pagamento di 8.512.901,50 euro di debiti contratti fino al 2019 e rimborso di un’altra anticipazione di liquidità di 5.987.952,95 euro già erogata dalla Cassa Depositi e Prestiti prima del 15 giugno 2020.
DE CESARE VS DI PRIMIO Finito il tempo del fair-play, il primo a commentare l’affondo di Di Primio è il vice sindaco Paolo De Cesare: «Caro Umberto, mi rendo conto che dopo 28 anni trascorsi, consecutivamente, solo ed esclusivamente all’interno del Comune tu non riesca a staccare il “cordone ombelicale”. Tuttavia, non credo ti faccia onore questa attività». Di Primio contrattacca: «80 milioni di lavori finanziati nei soli ultimi 5 anni»; «Non sono mai arrivato quarto e fatto accordi per ottenere una poltrona»; «Non vivete col terrore dei fantasmi coprendo con lo scotch i simboli dell’amministrazione». E ancora: in 8 mesi, accusa Di Primio, stipendi aumentati, predissesto, assunzioni contestate e finite alla Corte dei conti, tasse in salita, polemica con la Asl e nessun accordo con l’ateneo. «Potrei anche andare oltre ma per ora, per 2.440 euro, penso possa bastare», chiude Di Primio.
C’È PURE IL SEGRETARIO Tra i commenti compare anche quello di Fabio Di Pasquale, membro dello staff di Ferrara e fondatore della popolare pagina Chieti su Facebook, che si presenta così: «Ti credi un Maradona della politica». E continua: «Ti ritrovi a fare l’opposizione sui social fotografando le pecette sul “tuo” logo come se fossero state apposte da Ferrara». Poi l’ultima frecciata: «Hai ragione tu, sei il migliore del mondo».

