Lorena Paolini, parla il legale dello zio: «Pronti a dimostrare che fu un femminicidio»

L’avvocato Nicola Rullo al Centro: «Con l’opposizione contestiamo tutto, si continui a indagare»
ORTONA. I legali di Silvana Paolini (Francesca Di Muzio) e di Leone Di Carlo (Nicola Rullo), la sorella e lo zio di Lorena, sono pronti a dare battaglia e a presentare opposizione alla richiesta di archiviazione del pm Giuseppe Falasca nei confronti di Andrea Cieri. «Le motivazioni del pm ci lasciano basiti», dice l’avvocato Rullo al Centro. «Sembra che la procura si sia affannata di più nel cercare un movente per un’azione suicidaria di Lorena, piuttosto che sondarne uno per l’azione omicidiaria».
Rullo contesta su tutta la linea il documento di cinquanta pagine contenente le motivazioni della richiesta di archiviazione e trasmesso dal pm al gip. «Non condividiamo affatto le ricostruzioni sui presunti rapporti di coppia che portano il pm a scrivere che Lorena fosse depressa e che per questo si sarebbe suicidata. Sono stati estrapolati degli elementi in mezzo a un mare magnum di intercettazione e di frasi, per giungere a una ricostruzione sulla base di interrogatori e sommarie informazioni fornite e poi ritrattate, e per questo per noi non attendibili. Penso, ad esempio, alla ritrattazione sulla corda. La cosa principale che però in questa fase vogliamo sottolineare», continua Rullo, «è che la motivazione di Falasca è costellata di “probabilmente” e “verosimilmente”, quindi la procura si è arrogata il diritto di fare da psicologa e psichiatra, entrando nella testa della Paolini, attribuendole determinati pensieri per arrivare alla conclusione del gesto anticonservativo».
Il team di legali è pronto quindi a giocarsi le proprie carte. «La nostra ricostruzione della vicenda è completamente diversa rispetto a quella che è stata rappresentata», spiega Rullo, «partendo da solide basi, che al momento opportuno metteremo in campo». A cominciare dall’autopsia: «Siamo pronti anche su questo versante, perché le consulenze ce le abbiamo da mesi e le abbiamo studiate. Ci sono incongruenze e macroscopici errori che fanno ritenere superflue le motivazioni. La scienza ci deve dire se una cosa è bianca o nera, non ci sono verosimiglianza o probabilità che tengano di fronte alla scienza. E la scienza, per noi, in questo caso rema in senso opposto a quello che è emerso. I rilievi che muoveremo in sede di opposizione e le nostre istruttorie in senso scientifico faranno cadere questo castello di carta perché la scienza dice e dirà tutt’altro».
L’avvocato Rullo ci tiene poi a sottolineare un aspetto sull’immagine di Lorena: «La famiglia è indignata perché una donna, del cui valore morale tutti sono a conoscenza, è stata dipinta come se fosse una donnaccia, quando invece è sempre stata moglie, mamma, sorella e figlia rispettosa dei ruoli. È indegno far passare il messaggio che una donna come Lorena si possa essere suicidata perché accusata di essere un’adultera».
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