Loris operato, non si esclude il pestaggio

19 Marzo 2020

Riuscito l’intervento sul 35enne trovato nel bagno in una pozza di sangue. Don Nicola: «Abitazione sottosopra e vetri rotti»

LANCIANO. È stato operato alla testa la scorsa notte ed è sveglio Loris Tritapepe, il 35enne trovato riverso, due giorni fa, in una pozza di sangue nel bagno di casa sua. Le sue condizioni sono serie, ma non corre pericolo di vita. Gli specialisti del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Pescara, dove martedì è arrivato intubato da Lanciano, sono dovuti intervenire chirurgicamente per ridurre l’ematoma cerebrale, provocato da una caduta accidentale o forse da un’aggressione. Sul ferimento del giovane indaga la polizia, diretta dal vicequestore Lucia D’Agostino.
Ieri un’informativa è stata consegnata alla Procura di Lanciano. Non appena le sue condizioni di salute lo permetteranno, Tritapepe sarà sentito in ospedale dagli investigatori per chiarire i contorni di quello che è successo la notte tra lunedì e martedì scorsi. A trovarlo, la mattina seguente, sono stati don Nicola Giampietro, parroco della chiesa dello Spirito Santo, e due suoi collaboratori.
Da qualche tempo Tritapepe frequentava la parrocchia del quartiere Santa Rita, dove don Nicola lo aveva accolto e gli aveva offerto aiuto. Martedì mattina, quindi, non vedendolo arrivare come al solito, il sacerdote si è allarmato e insieme ai suoi collaboratori è andato a cercarlo nella casa popolare di via Marciani, dove il 35enne vive da solo.
Tritapepe era riverso a terra, sul pavimento del bagno, con la testa insanguinata. È stato prima portato in Pronto soccorso a Lanciano e poi trasferito a Pescara per l’emorragia cerebrale. Ai primi soccorritori il giovane avrebbe raccontato di essere stato aggredito e malmenato. Ma la polizia è cauta nel ricostruire la dinamica del ferimento. Viene ritenuta plausibile, in base alle prime valutazioni mediche, anche l’ipotesi della caduta accidentale, visto il ritrovamento di tracce di sangue sul pianerottolo e sulle scale. Tritapepe potrebbe essersi trascinato fino in bagno, dove poi ha perso i sensi.
I condomini, ascoltati dalla polizia, hanno raccontato di grida e rumori provenienti dall’appartamento durante la notte, ma capitava anche quando il giovane era solo. Risposte si attendono anche dai rilievi scientifici e dagli esami sulle tracce di sangue trovate nell’appartamento.
«L'operazione è andata bene, resta da capire che cosa è veramente successo», dice don Nicola, «se non fossimo andati a casa a cercarlo, non so come sarebbe finita. Loris cadeva spesso, è vero, ma non si era mai ridotto in quel modo. E la casa era sottosopra, c’erano vetri rotti e sangue ovunque, anche se le condizioni in cui viveva erano drammatiche. In questo periodo era felice, la chiesa era diventata casa sua e si stava preparando per andare in comunità».
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