Lotta per la vita il docente in coma

23 Febbraio 2016

Ore di attesa e speranza per Barbati, precipitato da un albero sul lungomare

VASTO. Nell’aula dove tante volte Gianpiero Barbati, 43 anni, docente di lettere al liceo classico Pudente, è entrato, ieri mattina mancava l’allegro brusio degli studenti all’inizio delle lezioni. Sui volti di molti ragazzi, al contrario, c’era un velo di tristezza. Malinconia e preoccupazione anche nella sala professori. Perché Barbati, il professore di lettere che ama il sax e i ragazzi, è ricoverato con un brutto trauma cranico nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Spirito Santo di Pescara.

Dal momento del ricovero, domenica sera dopo la brutta caduta alla Marina, la situazione è stazionaria. La prognosi resta riservata e lo sarà fino a quando i medici non diminuiranno i farmaci che attualmente mantengono il paziente in coma farmacologico per permettere il riassorbimento dell’ematoma che l’uomo si è procurato cadendo da un albero. Un incidente beffardo. Il professore era salito su quell’albero per recuperare il pallone lanciato fra i rami da alcuni ragazzini. Un ramo si è spezzato e Barbati è caduto di schiena battendo la nuca.

Tutta Vasto, ma anche Lanciano, la sua città, e Atessa dove ha insegnato fino allo scorso anno, fanno il tifo per lui. «Perché è una brava persona», spiegano i colleghi. Sposato con una collega e padre di tre bambini, Barbati domenica stava godendosi il pomeriggio primaverile in riva al mare insieme alla famiglia e ad amici. All’improvviso la palla con la quale giocava un gruppo di ragazzini, tra i quali il primo figlio del docente, si è incastrata in mezzo ai rami di un albero sul lungomare. L’insegnante non ha esitato ad arrampicarsi per recuperare la palla.

La polizia, accorsa sul posto subito dopo l’incidente, parla di sfortunato e imprevedibile incidente. Alla caduta di Gianpiero Barbati hanno assistito centinaia di persone che affollavano il lungomare. Fortunatamente fra loro c’erano anche due medici che hanno prestato immediatamente le prime cure e, dopo aver compreso la gravità del trauma, hanno richiesto l’arrivo del 118. I soccorsi immediati sono stati provvidenziali. L’ematoma cranico, come avrebbe mostrato la Tac, non si è esteso. Fondamentali saranno le prossime 24 ore. Tantissimi i messaggi inviati al generoso professore attraverso la stampa e su facebook. «Forza professore. Torna fra noi», scrivono gli studenti. (p.c.)

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