Lu Lunarjie di Chieti sbarca all’Expo e conquista Milano

30 Ottobre 2014

L’almanacco 2015 è rigorosamente in vernacolo abruzzese Parla del cibo dei pastori con le vignette di Passepartout

CHIETI. Sbarca all'Expo 2015 di Milano, nel padiglione Italia, nell'area riservata ai giornalisti agro-alimentari, il Lunario 2015, "Almanacche astrologgiche d’Abbruzze, Mulise, Picene, Fuggiane e de Roma". Il Lunario, "Lu Lunarjie" in vernacolo teatino, è stato presentato in anteprima sabato scorso a Milano nella sala Pirelli alla presenza del Consiglio nazionale dell’Unione nazionale Associazione giornalisti agricoltura, alimentazione, ambiente, territorio, foreste, pesca, energie rinnovabili, gruppo di specializzazione della Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi), presieduto dal presidente Fnsi, Giovanni Rossi, che ha curato la prefazione dell’Almanacco che ha l'ambizione di essere glocal, globale e locale al tempo stesso, pieno di sorprese e curiosità, dedicato a “lu magnà della transumanze” e ai cibi agro-pastorali. La "delegazione" che ha presentato il prezioso e interessante Almanacco era composta da Ugo Iezzi, ideatore e direttore del giornale annuale, il disegnatore Gianfranco Tartaglia, vero nome dello pseudonimo Passepartout, Mario D’Alessandro "versificatore di campagna", Donato Fioriti, presidente dell’Arga-Fnsi Abruzzo, Molise e Lazio e Valerio Cesarini, presidente provinciale dell’Aics di Chieti. A Fioriti, il compito di presentare il Lunario riportando il simpatico motto “Lu Ddumile e Quindice Expo à purtate, lu Mònne da la zappe vè sfamàte”. Sono state distribuite in anteprima copie dell’Almanacco dialettale abruzzese, dedicato ai cibi della transumanza, apprezzato da tutti i presenti per originalità e contenuti culturali. Dopo una degustazione di prodotti tipici dell’azienda agricola “Cirenaica” garantito dal Marchio parco Ticino Produzione controllata di Robecchetto con Induno (Milano), la giornata si è conclusa con una visita guidata nella zona dell’Expo verso la zona Fiera di Rho. Il Padiglione Italia dell'Expo 2015, così come spiegato da Cesare Vaciago, direttore del Padiglione, intervenuto all'incontro, ha scelto "la forma del Vivaio e come emblema l’Albero della vita ispirandosi al tema “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita”. Vaciago ha sottolineato l’importanza di formare la “nazionale italiana” alla maniera di quella dei campionati mondiali per confrontarsi con il mondo su come sopravvivere nell’economia limitata e proponendo una rappresentazione di come sarebbe il mondo senza l’Italia, rilevando con una battuta “i migranti sbarcherebbero in Svizzera”.(d.d.l.)