Luccitti, super poliziotto che inventò il judo in città

I personaggi della teatinità. Giù il cappello di fronte al maestro Rolando Nel ‘68 con la Digos vigilò sulla rivoluzione e da atleta fondò il Club Kodokan
CHIETI. Silvio Tavoletta, presidente dello Judo Club Kodokan, ex assessore provinciale allo sport, judoista di alto livello, ha definito Rolando Luccitti, protagonista della mia vetrina destinata ai personaggi della Teatinità, «leggendario maestro». D'accordo sulla leggenda, da vecchio cronista che si è interessato molto anche di sport, ma sarebbe riduttivo inquadrare il personaggio solo in questa pur importantissima veste di atleta ed istruttore che ha dato moltissimo al judo, perché Rolando Luccitti ha lasciato profonde tracce anche operando nella questura di Chieti nell'allora "ufficio politico", oggi Digos.
Faceva parte di una ottima squadra di agenti e con lui c'era anche Nunzio Nannarone, che è stato suo grande amico nel mondo dello Judo. Non erano tempi facili, quelli vissuti dal 1968 in poi, anche a Chieti. Le tensioni politiche spesso originavano violenza. Nel Paese accadeva che giovani arrivavano ad uccidere altri giovani, solo perché indossavano una divisa, un eskimo o una maglia nera. Se da queste parti pochi furono invece gli eccessi di violenza, molto lo si deve proprio al lavoro che Luccitti e i suoi colleghi seppero fare, con grande professionalità per mantenere il controllo del territorio. Luccitti riusciva a parlare con i giovani, che nella sua vita ha sempre frequentato e sono certo che molti devono ai suoi consigli, ai suoi comportamenti, alle sue decisioni operative il fatto di aver passato quella feroce epoca senza pagare prezzi molto alti.
La lunga e gloriosa avventura nel campo dello Judo ebbe inizio proprio nel 1968 quando Nunzio Nannarone, che era stato atleta del Centro sportivo della Polizia di Stato e che aveva appreso dai primi giapponesi venuti in Italia l'arte dello Judo, insieme a Rolando Luccitti, anche lui proveniente dallo stesso centro sportivo, cintura nera, fondarono lo Judo club Kodokan di Chieti. La sede era in Via Nicolini, a due passi da piazza Trinità. Ed è lì, che racconta ancora Tavoletta, «Nannarone e Luccitti, due grandi Judoka, due grandi maestri, hanno insegnato judo a generazioni di giovani teatini, in quella palestra capace di dare educazione morale e fisica ai giovani, un luogo dove si passava per diventare grandi». Nunzio Nannarone morì prematuramente nel 1992, lasciando il testimone nelle mani del suo amico Rolando.
Negli anni sono stati tanti i praticanti, dai 10 ai venti anni, che si sono accostati allo judo. La storica sede di Via Nicolini venne chiusa per trasferire l'attività in via Pescara, dove Luccitti è sempre presente, soprattutto a disposizione dei più piccoli.
«Maestro di arti marziali, ma soprattutto di vita», a dirlo sono i tanti che sono cresciuti praticando uno sport che avvia lungo il percorso della "dolcezza e della flessibilità", come indica il significato della parola judo. Rolando Luccitti è oggi è l'unico Maestro che può fregiarsi del titolo di "Benemerito" in Abruzzo, onorificenza che gli è stata conferita dalla Federazione Italiana Judo e Arti Marziali, come riconoscimento per i quasi cinquanta anni di lavoro per la promozione e la diffusione dello judo in Abtruzzo e in Italia, oltre che per i numerosi e prestigiosi successi ottenuti, sotto la sua guida, dagli atleti da lui guidati.
Oggi è cintura bianco rossa, sesto Dan ed è responsabile della commissione tecnica che forma in Abruzzo gli insegnanti di judo. Nel corso dell’anno che si è appena concluso Rolando è stato festeggiato per il cinquantesimo anniversario dal conseguimento della cintura nera ed è ora in procinto di raggiungere un altro grande anniversario, perché nel 2018 sarà la sua creatura, il Club Kodakon, a festeggiare il mezzo secolo di vita, Sarà per tutti una grande festa. Per completare il quadro non resta che parlare dei successi ottenuti in questi lunghi anni di attività, con tantissima medaglie vinte nei campionati Italiani, in coppa Italia e in gare internazionali. Gli atleti del maestro Luccitti hanno anche indossato più volte la maglia della nazionale ed hanno così portato il nome di Chieti a primeggiare tra le società italiane. Infine la scuola di judo del Kodokan ha il generale riconoscimento di essere tra le più importanti e innovative su tutto il territorio nazionale.

