Lunedì l’addio a Valerio a 6 anni dalla scomparsa

Chieti. I funerali del fotografo D’Ettore nella chiesa della Santissima Trinità È l’ultimo saluto dopo il ritrovamento dei resti sulla Maiella nell’agosto 2020
CHIETI . Chieti si prepara a dare l’addio a Valerio D’Ettorre, il fotografo scomparso sei anni fa e le cui ossa sono state ritrovate sulla Maiella a 2.450 metri d’altezza. Lunedì sono previsti i funerali dell’uomo le cui sorti hanno tenuto con il fiato sospeso per anni la città, che si è aggrappata alla speranza di poterlo riabbracciare. Il triste epilogo è arrivato quando il medico legale Cristian D’Ovidio ha portato a termine la relazione sugli esami approfonditi svolti all’università d’Annunzio con la collaborazione dei genetisti forensi. I resti rinvenuti da un turista lombardo il 17 agosto del 2020 erano di Valerio. Ed è possibile anche affermare come la morte di D’Ettorre sia stata provocata da un malore.
Già nelle ore successive al ritrovamento delle ossa una serie di indizi faceva ipotizzare che appartenessero a D’Ettorre. Il fotografo venne visto l’ultima volta – nell’ottobre del 2015 – proprio in quella zona della montagna, a poca distanza dal rifugio Fusco. E ancora: un k-way azzurro, una felpa blu e un paio di scarponcini marroni rinvenuti dai carabinieri vicino alle ossa erano pienamente compatibili con quelli indossati da Valerio al momento della sparizione. E poi le chiavi recuperate tra i brandelli dei pantaloni erano state accertate essere sue, perché avevano aperto la porta del suo appartamento in via Papa Giovanni XXIII, a Chieti.
Per la sicurezza assoluta che quei resti rimasti esposti alle intemperie, in alta montagna, per ben cinque anni fossero suoi, mancavano solo gli esiti degli accertamenti scientifici. Che sono arrivati, seppur non sia stato facile estrarre il profilo genetico. Peraltro, per confrontare il Dna è stato necessario riesumare il corpo della madre di D’Ettorre, Maria Potere, morta nel 2015, un paio di settimane prima della sparizione di Valerio, e sepolta al cimitero di Chieti. Si è trattato di un passaggio obbligato perché i discendenti tuttora in vita, a partire dalle nipoti, sono di generazioni troppo lontane per dare un risultato attendibile.
Lunedì, alle 16, l’ultimo atto con i funerali del fotografo, che dopo sei anni dalla scomparsa potrà avere finalmente una degna sepoltura. «In questi anni, non abbiamo mai smesso di pensare a mio zio», ha raccontato proprio la nipote Sheila nei giorni successivi al ritrovamento delle ossa. Lei, l’altra nipote Martina e tutta la sua famiglia lo saluteranno per l’ultima volta. Ma nella chiesa parrocchiale della Santissima Trinità ci saranno anche tante persone che Valerio lo hanno conosciuto bene. (a.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

