Lupa di 3 anni uccisa dalla fucilata Chi ha sparato rischia l’arresto

11 Febbraio 2022

TUFILLO. Giallo a Tufillo: i carabinieri della tutela forestale indagano per scoprire chi due mesi fa ha ucciso a fucilate una lupa di 3 anni. L’esemplare di lupo appenninico venne trovato a fine...

TUFILLO. Giallo a Tufillo: i carabinieri della tutela forestale indagano per scoprire chi due mesi fa ha ucciso a fucilate una lupa di 3 anni. L’esemplare di lupo appenninico venne trovato a fine dicembre 2021 alla periferia del paese dai militari della stazione carabinieri forestali di Gissi. A chiamare i militari era stato un cittadino. L'uomo si era trovato davanti l'animale agonizzante. Al loro arrivo i militari avevano potuto fare ben poco. Evidente sul corpo dell'animale una lesione provocata da un' arma da fuoco. I carabinieri hanno richiesto accertamenti di natura medico legale.
«I risultati arrivati in questi giorni dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale “Caporale” di Teramo», fa sapere il comandante tenente colonnello Tiziana Altea, «non lasciano ombra di dubbio: la lupa è stata uccisa. La giovane femmina di lupo di quasi tre anni appariva in buono stato nutrizionale ma con evidenti lesioni che, già al momento del ritrovamento, hanno fatto ipotizzare una causa di morte violenta».
L'animale non poteva essersi procurato quella ferita strofinando qualcosa di appuntito. Sul suo corpo non c'erano abrasioni. La forma delle ferita escludeva anche un eventuale azzannamento da parte di altri animali. I periti hanno confermato che ad uccidere la lupa è stato un colpo di fucile che ha leso organi vitali. Da chiarire perché il lupo è stato ucciso e sopratutto chi gli ha sparato.
«È bene ricordare», annotano i carabinieri forestali, «che questo predatore, sebbene abbia avuto, di recente, una sensibile espansione rispetto al passato in cui era oggetto di persecuzione, rimane una specie di interesse comunitario, tutelata da importanti convenzioni (Cites, Berna), direttive (Habitat) e leggi (L. 157/1992) che ne vietano l’uccisione, la cattura, la detenzione e il commercio. Purtroppo, nonostante la lenta ripresa, il lupo è ancora oggi vittima di un rapporto conflittuale con attività antropiche legate alla caccia, all’allevamento di bestiame e, non da ultimo, di una cattiva informazione che lo rende un selvatico da temere e contrastare. Non è affatto così». I carabinieri forestali, grazie ai preziosi elementi forniti dall’esame autoptico, hanno intensificato l’attività investigativa, anche di natura balistica, per riuscire ad arrivare all’autore dell'uccisione che rischia l’arresto e una condanna fino a 6 mesi di reclusione. (p.c.)
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