Lupa uccisa nella lotta con cinghiale e cani pastore

4 Gennaio 2019

Rosello. L’episodio nella notte tra il 1° e il 2 gennaio vicino a una stalla di bovini Forse l’esemplare vittima dell’attacco di un ungulato: bacino e femore fratturati 

ROSELLO. Combattimento tra lupi e cinghiale con l’intervento di cani di razza abruzzese: ad avere la peggio è stata una giovane lupa. Per un raggio di almeno 5 metri, grazie alla presenza della neve, erano ben visibili le numerose tracce di colluttazione, orme e diverse macchie di sangue. L’episodio è avvenuto nella notte tra l’1 e il 2 gennaio, a Rosello, in prossimità di una stalla di bovini, sul confine della Riserva naturale regionale “Abetina di Rosello” ma comunque all’interno della sua fascia di rispetto nonché all’interno dell’omonima area Sic/Zsc. A segnalare il caso è stato l’allevatore, S.M.. Sul posto sono andati Mario Pellegrini, direttore della Riserva, i carabinieri forestali Danilo Aceto e Luigi D’Onofrio della stazione carabinieri forestali di Fara Filiorum Petri, e Mariano De Lollis, della stazione carabinieri forestali di Villa Santa Maria, e i veterinari della Asl di Chieti, Fabrizio Di Fonzo e Alessia Ioannoni.
«Probabilmente il branco di lupi presente stabilmente all’interno della Riserva», afferma Mario Pellegrini che cerca di ricostruire la dinamica, «ha tentato di predare i cinghiali che si stavano alimentando in quell’area, come confermato non solo dalle orme ma soprattutto dai numerosi scavi da loro effettuati. Nella lotta sono intervenuti anche i pastori abruzzesi dell’allevamento, tre di questi presentavano evidenti ferite alle orecchie con il capo e il collo insanguinati».
Dalla prima ispezione da parte dei veterinari la lupa presentava la frattura del bacino e del femore con entrambe le zampe posteriori fratturate oltre che evidenti segni sul basso ventre. Nella rissa la giovane lupa evidentemente ha avuto la peggio a causa della forte emorragia dovuta probabilmente alla recisione dell’arteria femorale. L’ipotesi è che ad ammazzarla possa essere stato proprio un cinghiale adulto.
«Nonostante la presenza stabile del lupo nella Riserva, che fin dalla sua istituzione viene monitorato e studiato, e nonostante la popolazione sia in espansione anche verso la fascia costiera, la morte di questo esemplare rappresenta una perdita notevole soprattutto in quanto si tratta di un individuo femmina».
La Riserva e in particolare il Centro studi Cisdam, che ha sede proprio a Rosello nei locali del centro visite della stessa area protetta, studia da diversi anni le dinamiche della popolazione del lupo nella provincia di Chieti nonché l’ecologia, la biologia e l’etologia della specie. Per meglio monitorare questa specie particolarmente protetta e tutelata da leggi nazionali e comunitarie, il Cisdam ha stipulato già da qualche anno una convenzione per la raccolta dati con il Servizio veterinario della Asl di Chieti e l’Istituto zooprofilattico.
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