Ma Confesercenti non ci sta: favoriti i dirigenti in scadenza

6 Novembre 2014

CHIETI. La fusione della Camera di commercio Chieti-Pescara fa discutere. E se passa la linea dettata da Confindustria, Confesercenti, Cna, Casartigiani e segreteria regionale della Uil non ci stanno....

CHIETI. La fusione della Camera di commercio Chieti-Pescara fa discutere. E se passa la linea dettata da Confindustria, Confesercenti, Cna, Casartigiani e segreteria regionale della Uil non ci stanno.

«Favorevoli da sempre alla fusione, ma le imprese hanno diritto ad una nuova governance della Camera» sostengono Enzo Giammarino e Lido Legnini di Confesercenti «siamo sempre stati favorevoli alla costruzione di una grande Camera di commercio dell’area Chieti Pescara, e non c’è alcuna divisione fra chi vuole la fusione e chi difende il campanile. La verità» puntualizzano «è che il voto di ieri è solo l’avvio della discussione, e avrà un solo effetto reale: la proroga degli attuali organi di governo della Camera, con in testa il presidente Silvio Di Lorenzo, che resterebbe al vertice dell’ente per altri 18 mesi». Non si sentono affatto sconfitti per il risultato Savino Saraceni e Letizia Scastiglia, presidente e direttore della Cna: «É stata votata una delibera di giunta che non ha alcuna efficacia se non verrà votata dalla maggioranza qualificata (almeno i due terzi) del consiglio camerale».

Casartigiani, invece, «si dissocia dal voto espresso dal suo delegato nella giunta camerale» e dice no«alla fusione anticipata dei due enti ». Fa sentire la voce del dissenso anche la Uil-Fpl Abruzzo che esprime «forti perplessità sul progetto di autoriforma delle camere di commercio abruzzesi. Il sindacato» scrive il segretario Pino De Angelis «non intende contestare le scelte che perseguono il taglio dei costi ma non può accettare i modi e i tempi dell'autoriforma, che vedrebbe ridotte le camere abruzzesi da quattro a due Chieti-Pescara e Teramo-L’Aquila».(y.f.)

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