Ma il centrodestra accusa: «Il San Pio così sta morendo»
VASTO . Le dimissioni del direttore generale Pasquale Flacco e l’invito a chi siederà a febbraio 2019 fra i banchi del consiglio regionale a fare proprie le istanze del Comitato in difesa del San Pio...
VASTO . Le dimissioni del direttore generale Pasquale Flacco e l’invito a chi siederà a febbraio 2019 fra i banchi del consiglio regionale a fare proprie le istanze del Comitato in difesa del San Pio per fermare il progressivo arretramento clinico del presidio ospedaliero. Sono le conclusioni della manifestazione organizzata ieri pomeriggio al politeama Ruzzi dal comitato. Più di 150, fra amministratori e cittadini, i partecipanti alla manifestazione. Lo slogan coniato per l’occasione è stato “Io sto con l’ospedale”.
Il comitato costituito per il recupero del San Pio ha chiamato alla mobilitazione il territorio. «La Regione nella delibera di riordino della rete ospedaliera ha ignorato il comprensorio del Vastese», ha ribadito. «Senza più risorse finanziarie destinate altrove, senza primari, e con i reparti declassati a unità operative, senza personale medico, l’ospedale di Vasto è condannato a morte».
A descrivere l’impoverimento del San Pio in termini di risorse umane e di strumentazione sono stati due ex primari, Antonio Spadaccini e Lorenzo Russo, rispettivamente ex dirigenti di Gastreoenterologia e del Pronto soccorso. Poi ha preso la parola la dottoressa Antonietta Ottaviano. Insieme ai medici sono intervenuti molti sindaci, Manuele Marcovecchio, Tiziana Magnacca e Saverio di Giacomo. Le conclusioni sono state affidate a Giuseppe Tagliente. «Abbiamo inutilmente interessato ai problemi del San Pio i vertici aziendali, l’ex governatore D’Alfonso, l’assessore Paolucci e il sindaco Menna oltre alla conferenza dei capigruppo del consiglio regionale», ha detto Tagliente. «Prendiamo atto che la delibera 824 prevede l’Emodinamica ad Avezzano, non a Vasto. L’ultimo intervento di Flacco è un autogoal. Restano evidenti i problemi clinico-assistenziali e strutturali del San Pio: un presidio senza medici con insostenibili liste di attesa e reparti retrocessi». (p.c.)

