Ma ora Ortopedia diventa un caso

14 Gennaio 2022

Reparto con un solo medico (il primario) reperibile. Villani (Fsi Usae) sollecita controlli

VASTO. Per il primario del reparto di Ortopedia, Enzo Di Prinzio, anche la giornata di ieri è stata una giornata durissima divisa fra la sala operatoria e le stanze dei pazienti. Il primario stringe i denti in attesa che arrivi un altro medico reperibile. Allo stato attuale di colleghi disposti a venire a Vasto da Chieti non ce ne sono.
Sulla situazione di Ortopedia è intervenuto il segretario territoriale della Fsi Usae di Chieti, il dottor Raffaele Villani. «A proposito del San Pio», riflette Villani, «vorrei chiedere, in merito al grave problema della carenza di medici ortopedici in grado di assicurare il servizio di pronta disponibilità - ricordo che nelle branchie chirurgiche ci devono essere due reperibili per legge, un primo reperibile e un secondo reperibile per motivi di sicurezza - a Vasto ci sono? In base a quello che sta venendo fuori mi sembra, ma mi auguro di sbagliarmi, che non sia così. Due reperibili significa che un ortopedico strutturato deve essere trasferito da un altro ospedale al reparto di Ortopedia del San Pio. Non uno specializzando Anche perché il dottor Di Prinzio non può effettuare sempre da solo la reperibilità notturna e il giorno successivo essere nuovamente in servizio. Enzo Di Prinzio è un bravo e stimato professionista ma non è Mandrake. Chi deve controllare controlli se è tutto in regola, anche per la tutela del paziente», esorta il segretario della Fsi Usae di Chieti.
Fino a ieri il direttore generale Asl, Thomas Schael, non aveva trovato ancora una soluzione. Il direttore sanitario aziendale Angelo Muraglia sta contattando tutti gli ortopedici in grado di dare la reperibilità. Il 16 gennaio arriveranno poi due specializzandi con nuovi contratti e pare che l'intenzione della dirigenza aziendale sia quella di trovare una forma di contratto che prevede la reperibilità.
Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, chiede a Schael di affrontare la questione dell'organico del San Pio una volta per tutte. «Alla Regione ricordo», dice Menna, «che il San Pio, al pari dell'ospedale di Lanciano, merita la stessa attenzione degli ospedali di Chieti e Pescara. Dignità per i medici e gli operatori, strumentazione adeguata e locali sicuri. In attesa dell'annunciato nuovo ospedale, al San Pio va ridato ciò che è stato tolto». (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .