«Macellazione, norme rispettate»

Pretoro, replica del sindaco Giangiulli alle minacce di denuncia degli animalisti
PRETORO. «L’immagine della mia persona è stata denigrata e screditata a causa di informazioni riportate in modo approssimativo, grossolano e non corrispondenti al vero»: è quanto afferma il sindaco di Pretoro Diego Giangiulli dopo la minaccia di denuncia da parte di un’associazione animalista per la questione della macellazione dei suini a uso domestico.
A solleva il polverone è stato un documento che, come spiega Giangiulli in una nota, è «una informativa rivolta alla cittadinanza circa le corrette procedure da adottare in caso di macellazione domiciliare di suini destinati all’autoconsumo, in applicazione della normativa regionale di riferimento. La divulgazione di questa informativa, tra l’altro, è stata chiesta dal competente servizio Asl proprio perché, come da tradizione, in questo periodo dell’anno si dà corso alla macellazione in questione».
L’associazione animalista Aidaa ha parlato di «balzo all’indietro di almeno un secolo» e ha annunciato «un esposto alla procura di Chieti chiedendo che si indaghi sul sindaco per il reato di maltrattamento di animali e istigazione alla macelleria clandestina». Per Giangiulli «siamo di nuovo di fronte a false notizie poiché non è il sindaco che autorizza questo tipo di attività, e pertanto ribadisco che la mia nota non è stata né un’autorizzazione né un provvedimento, ma una semplice informativa. Addirittura, arrivare ad ipotizzare dei reati quando invece si è solo comunicato all’utenza la corretta procedura da seguire stabilita dalla legge, appare davvero inconcepibile e provocatorio».
Il primo cittadino di Pretoro ricorda che «è lo stesso regolamento regionale n.2/2011 a disciplinare all’articolo 7 i limiti numerici di macellazione a domicilio per il consumo familiare dell'allevatore, non certo un dispositivo sindacale. Non mi risulta pervenuta al protocollo comunale alcuna nota da parte dell’associazione in quanto sarei stato ben lieto di fornire loro gli approfondimenti del caso. Hanno preferito dar corso a roboanti minacce di esposti e denunce piuttosto che approfondire un argomento poco conosciuto, palesando di fatto una figuraccia. Basare un esposto sul fatto di aver doverosamente riportato la normativa regionale e sanitaria da seguire», conclude Giangiulli, «è oltremodo grave e lascia evincere l’inescusabile superficialità con cui si diffondono simili notizie».(a.r.)
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