Madre morta e vegliata 7 giorni Il figlio: pensavo fosse svenuta

L’amico racconta la vicenda di Vladimir Martelli, 61 anni, e della madre 93enne messa sotto il letto «Quando mi ha spiegato l’accaduto gli ho detto di chiamare i soccorsi: se ne è andato a camminare»
LANCIANO. «Sperava che la madre fosse solo svenuta e che si sarebbe risvegliata. Alla fine si è arreso». Mario Spagnoletti è il tecnico riparatore a cui, per primo, Vladimir Martelli ha confidato la morte dell'anziana madre, avvenuta una settimana o, addirittura, dieci giorni prima. Potrebbe, infatti, risalire a domenica 9 ottobre il decesso della 93enne Sofia Giovanna Visnevski, conosciuta anche come Sonia Martelli, dal cognome del marito, il pittore e scultore Vittorio Martelli, scomparso nel 2010. Il cadavere, in avanzato stato di decomposizione, è stato trovato mercoledì mattina nell'abitazione in Vico 8 corso Roma dove l'anziana, che aveva origini russe per parte di padre ed era nata in Belgio, viveva con il figlio 61enne che ha problemi psichici.
Per giorni Vladimir ha vegliato il corpo senza vita della madre, nella speranza che la persona per lui più importante al mondo non l'avesse lasciato solo per sempre. Alla fine, mercoledì, si è deciso a raccontare a qualcuno quello che era accaduto. «È venuto da me alle 11, viene sempre perché spesso hanno problemi con il televisore», racconta Mario Spagnoletti che ha il laboratorio su corso Roma, di fronte al vico dove abitano i Martelli, «mi chiamano per ogni guasto, di qualsiasi natura. Li conosco da 28 anni, con il tempo sono diventato più un amico di famiglia che un tecnico riparatore. È arrivato silenzioso, non mi ero neanche accorto che era entrato in negozio, fino a quando non ha fatto sei colpi di tosse, come per attirare l'attenzione», dice Mario, «quando l'ho visto, gli ho chiesto cosa fosse successo. E lui: “Mamma è morta”. Come è morta? Ma che dici? E quando è morta? “Sette giorni fa”. Ma scherzi? Hai chiamato qualcuno, la polizia, il 118? “No no no, tu sei il primo a cui lo dico”».
Vladimir rompe il silenzio durato giorni con la persona a cui ha imparato a rivolgersi quando a casa c'è un problema. «Al che gli dico di chiamare subito la polizia e il 118 e che lo avrei raggiunto subito», prosegue il racconto Spagnoletti, «esce dal negozio e, invece di andare a casa, va a farsi una camminata. L'ho fermato a metà corso Roma e l'ho riportato indietro. “Fermati qui”, gli ho detto, “fammi chiamare la polizia così loro vedono cos'è successo”. E gli ho chiesto di dirmi com'era andata».
Vladimir racconta all'amico il malore della madre. «“Mario, stava di fronte a me, si è alzata, ha cominciato a sentirsi strana, di colpo ha detto che non ci vedeva bene ed è caduta”. Proprio davanti a lui», rimarca il tecnico, «ha provato a metterla sul letto, ma non ci è riuscito, era troppo pesante. Come provava ad alzarla, il corpo scivolava e andava a finire sotto il letto». In attesa dell'arrivo dei soccorsi, Spagnoletti si decide a entrare nell'abitazione, una casetta a due piani con i portoni decorati col ferro battuto. «Mi ha accompagnato a un lato del letto, la madre era lì. Aveva coperto il viso, l'unica parte che usciva da sotto il letto, con un materassino», racconta ancora, «ha alzato il materassino e ho visto il corpo, mamma che impressione! E lì mi ha detto che questo era successo due domeniche prima. È strano, io domenica scorsa l'ho visto passeggiare per il Corso, normale come sempre». Mercoledì invece piangeva, raccontano nel quartiere: forse dopo giorni ha realizzato che la madre non c'è più.
A chiarire tempi e cause del decesso sarà l'autopsia, in programma questa mattina a Chieti. La Procura di Lanciano ha affidato l'incarico al medico legale Pietro Falco, che ha già eseguito un sopralluogo nell'abitazione. Da quanto si apprende da fonti investigative, non sono stati trovati segni di violenza sul corpo della 93enne, che sarebbe morta per cause naturali, né ci sono sospetti sul figlio. Mario Spagnoletti un'idea se l'è fatta: «Sperava che la madre, cadendo, fosse solo svenuta e che si risvegliasse. Alla fine si è arreso. Mi chiedo cosa abbia mangiato in questi 10 giorni, non sa cucinare. Gli ho chiesto se ha altri parenti: mi ha fatto la lista con l'anno in cui sono morti. Una memoria impressionante, sono rimasto di stucco».
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