Mafia, maxi processo agli sgoccioli

Domani l’ultima udienza, poi camera di consiglio fiume in attesa della sentenza
VASTO. Bisognerà attendere diversi giorni prima di conoscere la sentenza dei giudici del tribunale di Vasto per gli accusati dell’operazione “Adriatico”. Ieri il pm della direzione distrettuale antimafia, David Mancini, ha reiterato le richieste di condanna per gli imputati. «L’Abruzzo non è affatto un’isola felice», ha ribadito fra l’altro la pubblica accusa. Domani è in programma l’ultima udienza. Al termine delle repliche concesse ai difensori dei 62 imputati, vista la delicatezza della vicenda e il numero di persone finite alla sbarra, la camera di consiglio durerà più giorni. L’accusa ha chiesto più di 500 anni di carcere per le persone accusate, dal collaboratore di giustizia Lorenzo Cozzolino, di gestire lo spaccio di droga nel Vastese, ma anche di estorsioni, sparatorie e altri reati gravissimi. Le pene richieste vanno dai sette ai 17 anni. Il maxi processo, iniziato un anno fa, è l’epilogo dell’operazione “Adriatico” condotta dai carabinieri del Ros dell’Aquila. Per molti l’accusa è associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e traffico di stupefacenti. Il collegio giudicante è formato dal presidente Bruno Giangiacomo e a latere i giudici Fabrizio Pasquale e Stefania Izzi. Parte degli imputati ha scelto il rito abbreviato, che si svolge all’Aquila. L’inchiesta, condotta dall’Antimafia dell’Aquila in collaborazione con la Procura di Vasto, portò a 21 misure cautelari in carcere. (p.c.)

