Magazzino diventato asilo: minoranze contro Menna

30 Dicembre 2017

Un dipendente comunale indagato per violazione edilizia è titolare dell’edificio L’opposizione: «Vicenda da chiarire, il sindaco non gli rinnovi il contratto» 

VASTO. Potrebbe avere ripercussioni sul personale municipale l’indagine della Procura sul cambio di destinazione d’uso di un magazzino trasformato in scuola dell’infanzia in assenza del permesso a costruire. Nell’inchiesta, che conta quattro indagati, sono coinvolti il dirigente Michele D’Annunzio e il consulente finanziario, Emilio Racciatti. Quest’ultimo, pur essendo dipendente del Comune di Guilmi, presta la sua opera, per sei ore settimanali, nel municipio di Vasto in forza di una convenzione stipulata lo scorso maggio e in scadenza a fine mese.
Le minoranze consiliari insorgono e chiedono al sindaco, Francesco Menna, di non rinnovare il contratto «fino alla definizione della vicenda giudiziaria». Insomma, la notizia relativa alla conclusione delle indagini sul presunto abuso edilizio, ha fatto riaccendere i riflettori sulle assunzioni in Comune. «L’indagine ci fa tornare a stigmatizzare l’uso ripetuto di assunzioni ad personam da parte del sindaco», accusano Davide D’Alessandro, Alessandro D’Elisa, Guido Giangiacomo, Edmondo Laudazi, Francesco Prospero e Vincenzo Suriani, «assunzioni a tutti i livelli, dai dipendenti ai dirigenti, senza mai ricorrere allo strumento del concorso pubblico che, oltre a premiare l’effettiva preparazione e consentire anche ai giovani fuori dal perimetro di considerazione di Menna di trovare idoneo e meritato impiego presso il Comune, garantisce una trasparenza di cui si avverte sempre più impellente il bisogno».
L’inchiesta della Procura ruota intorno alla ristrutturazione di un locale ubicato al piano terra di via Euripide, consistente nel cambio di destinazione d’uso da magazzino a scuola dell’infanzia. Al ragionier Racciatti, che è proprietario dell’immobile, viene contestata la violazione edilizia in concorso con il progettista e direttore dei lavori, William Ciccarone e con la legale rappresentante della ditta committente delle opere, Barbara Zappacosta. D’Annunzio deve rispondere del reato di abuso in atto d’ufficio, perché in qualità di dirigente del settore urbanistica del comune di Vasto “rilasciava il permesso a costruire in violazione delle norme e non adottava alcun provvedimento nonostante le difformità e le violazioni edilizie rilevate e contestate dal responsabile del procedimento e dal precedente dirigente nella relazione del 12 agosto 2015, procurando così, secondo la Procura, “un ingiusto vantaggio patrimoniale”.
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