Mai pagati per le mucche vendute on line

Truffata coppia di contadini teatini: l’assegno da 2.600 euro emesso da un conto corrente estinto
CHIETI. Si era presentato come una persona a posto, conosceva diverse persone di Chieti, tra cui nomi anche molto noti. Era inoltre affabile e sembrava del tutto affidabile. Ma solo all’apparenza. Perché quando una coppia di contadini teatini è andata a vendergli quattro bovini, non si è accorta che la persona dai modi cortesi li aveva pagati con un assegno sul quale non c’era il suo nome ma quello di un’altra persona. E così quell’assegno di 2.600 euro non è mai stato riscosso. Ma il contadino teatino di 66 anni e la moglie non sono rimasti con le mani in mano e hanno denunciato l’accaduto. È così partita l’inchiesta che ha portato al processo di ieri mattina davanti al giudice Valentina Ribaudo a carico di Marco Pacini, cinquantaduenne di Nettuno, che deve difendersi dall’accusa di truffa. Secondo la procura l’uomo, «con artifici e raggiri consistiti nell’aver acquistato quattro bovini, dichiarando di conoscere diverse persone del territorio teatino con le quali stava trattando affari analoghi», vantando anche conoscenze all’interno della sanità teatina, aveva tratto in inganno i contadini teatini. «Posto», dice ancora la procura, «che l’assegno restava insoluto essendo stato tratto su di un conto corrente chiuso», l’uomo «si procura un ingiusto profitto, considerato che i capi di bestiame venivano ritirati e rivenduti presso il mattatoio di Parma». Il contadino teatino, assistito dall’avvocato Antonello D’Alosio si è costituito ieri parte civile.
La vicenda è iniziata quando la coppia di contadini di Chieti, che vende anche la propria merce al mercato di piazza Malta, ha deciso di vendere le quattro vacche che erano diventate poco redditizie. La coppia ha deciso di mettere un annuncio su internet ed è così che è venuta in contatto con Pacini.
L’uomo si è presentato dicendo che conosceva bene la città e diversi teatini. È dunque venuto a vedere le mucche e sembrava che fosse tutto a posto: gli andava tutto bene, dalle condizioni degli animali al prezzo. È dunque tornato con il camion per caricare le mucche e ha portato pure in regalo una cassetta di kiwi ai padroni di casa che, tra un ringraziamento e l’altro, hanno preso in mano l’assegno senza guardarlo con la dovuta attenzione. L’udienza è stata rinviata al 3 maggio. (a.i.)

