«Maielletta, spalaneve vecchi e inadeguati»

La critica degli albergatori dopo le scolaresche bloccate negli hotel: manca chi coordina i soccorsi
PASSO LANCIANO..
Non si placano le polemiche su come è stata gestita l’emergenza maltempo sulla Maielletta. La strada di accesso è rimasta chiusa sino ad ieri pomeriggio, quando un paio di scolaresche che erano rimaste bloccate negli hotel Le difficoltà sono state acuite dallo stato dei mezzi spalaneve della provincia, ormai vecchi, malandati, e con scarsa manutenzione, a causa delle risapute difficoltà finanziarie dell’ente.
A complicare ancora di più la situazione è stata una slavina creatasi pochi chilometri prima di Passo Lanciano, all’altezza della curva dove è situato l’ostello dei Gesuiti. Le turbine erano rimaste a monte della frana, e quindi è dovuto intervenire un elicottero dei Vigili del fuoco per portare gli addetti a recuperare i mezzi.
Attualmente è stata liberata solo una carreggiata e la strada è percorribile in emergenza a senso unico alternato. Ma ci sono punti interrogativi sulla gestione nel suo complesso dell’emergenza.
«Capiamo che c’è stata una situazione eccezionale, ma in quanto annunciata poteva essere gestita meglio», dice molto contrariato Giancarlo Ferrara, legale rappresentante dell’hotel Mammarosa, che nei giorni scorsi ha mandato un’esposto a provincia Prefettura e Regione, per protestare contro l’obsolescenza dei mezzi sgombraneve, «manca chi prenda univocamente le decisioni. Per stabilire come superare il problema dei mezzi rimasti a monte della slavina si è persa addirittura mezza giornata. I mezzi poi sono pochi e nessuno ha pensato a far rientrare una turbina praticamente riparata, rimasta nell’officina di Casoli solo perché c’era ancora da sistemare una ammaccatura. In un’emergenza come questa non è concepibile. E non è più accettabile il solito ritornello che mancano i soldi, perché se ci si assume la responsabilità di aprire le strade poi bisogna anche prendersi quella di agire quando si creano emergenze».
I mezzi sgombraneve sono insomma pochi ed inadeguati, hanno scarsa manutenzione, ma è chiaro che davanti ai pericoli che possono crearsi a causa delle prevedibili cattive condizioni metereologiche in montagna, una soluzione per il futuro va trovata.
Marco Di Clemente
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