Malato di tumore, niente tagli allo stipendio

24 Maggio 2015

Sentenza pilota a Chieti: il ministero rivuole 24mila euro da un dipendente, ma il giudice dice no

CHIETI. I malati oncologici occupati nella pubblica amministrazione hanno il diritto di essere retribuiti non solo durante i cicli di cura, ma anche durante i giorni successivi alla chemioterapia in quanto gli effetti collaterali dei farmaci assunti non consentono di svolgere la normale attività lavorativa.

A stabilirlo è la sentenza del 14 maggio scorso firmata dal giudice del lavoro Ilaria Prozzo che ha accolto il ricorso di un malato di tumore teatino, dipendente del ministero della Giustizia, colpito dal morbo di Hodgkin. L’uomo, che è stato sottoposto a un lungo ciclo di chemioterapia per contrastare la grave patologia aveva impugnato, attraverso il legale di «Cittadinanzattiva», Antonio Sergio Scampoli, il provvedimento con il quale il ministero dell’Economia e delle Finanze aveva richiesto la restituzione di 24.416,90 euro «quale somma indebitamente versata al ricorrente nel periodo di assenza per malattia». A porre fine al contenzioso ha pensato la giudice Prozzo. Nella sentenza, infatti, viene riconosciuto l’effetto collaterale negativo dei farmaci chemioterapici sul lavoratore anche a distanza di alcuni giorni dalla somministrazione: «Giorni durante i quali l'effetto dei farmaci rendeva il paziente incapace sia di lavorare che di svolgere le comuni attività della vita quotidiana». Quindi, per la giudice: «L'assenza del ricorrente dal lavoro è stata determinata non solo dalle singole sedute di chemioterapia, ma dall'intero ciclo della terapia salvavita, la cui durata va dunque esclusa dal computo dei giorni di assenza per malattia». Così il dipendente non dovrà restituire nulla al ministero. Aldo Cerulli, segretario regionale di «Cittadinanzattiva» esulta: «Il nostro legale ha ottenuto una sentenza assolutamente innovativa dal Tribunale di Chieti che ritengo possa interessare tutti i dipendenti pubblici con problemi oncologici. La sentenza, infatti, ha stabilito che ai dipendenti pubblici con problemi oncologici spetta l'intera retribuzione anche nei giorni successivi alla chemioterapia».