Malato di tumore, Tac tra 8 mesi

12 Luglio 2014

La protesta di un pensionato: la prevenzione? Solo se si è disposti a mettere le mani al portafogli

CHIETI. Un percorso a ostacoli. Ma non si tratta di una gara sportiva. Tre mesi per ottenere una visita oncologica, forse 8 per sottoporsi a una tac toraco-addominale.

Il forse è d’obbligo in quanto al protagonista della disavventura sanitaria il Cup non ha fissato una data precisa. «Mi hanno detto: telefoni o venga qui tutti i giorni» racconta con l’amaro in bocca un pensionato che sta combattendo la sua lotta contro il cancro dal 2006 «così quando i radiologi fisseranno il calendario delle tac potremo metterla in lista». Un’assurdità per il paziente che ha già sulle spalle mesi e mesi di lunghe attese, nonostante si tratti di un malato oncologico. «La Asl dovrebbe creare delle corsie preferenziali per chi ha avuto la sfortuna di ammalarsi di tumore. Invece per noi è tutto più complicato. In altre regioni chi si deve sottoporre a visite di controllo di routine viene avvisato dalla Asl e, il giorno stabilito, sottoposto a tutti gli esami necessari. E con tempi d’attesa irrisori». Il pensionato, ex dipendente della Asl di Chieti-Vasto-Lanciano è esasperato. «Si parla tanto di prevenzione, ma si tratta solo di parole. Nei fatti la sanità locale pubblica è un percorso ad ostacoli che puoi evitare solo se metti mano al portafogli. Non posso permettermi ritardi di mesi sulle visite di controllo programmate, quindi l’alternativa è una: pagare».

A proporre l’ecografia a pagamento secondo il pensionato sarebbe stata la stessa centralinista del Cup. «Mi è stato detto» prosegue nel racconto «che se avevo urgenza di sottopormi all’esame potevo farlo a pagamento e in fretta sempre al policlinico».

L’ex dipendente della Asl si chiede come mai dalle 14 alle 20 all’ospedale di Chieti non si facciano ecografie e aggiunge: «Se si vuole accelerare i tempi ed eliminare le liste d’attesa sarebbe il caso di utilizzare gli ecografi anche nel pomeriggio per offrire un servizio sanitario pubblico adeguato ai cittadini. Oppure» prosegue «potrebbero addirittura stabilire di fare quel tipo di indagine nel pomeriggio e solo a pagamento». Cattiva organizzazione per il malato oncologico «ma soprattutto». Poi l’appello alla Regione che non dovrebbe preoccuparsi solo di pareggiare i conti, «come e è stato fatto in passato di fare quadrare i bilanci». Si tagliano servizi e fondi e si preclude al cittadino, quuello che non è ricco, il diritto fondamentale di essere curati.

E per il pensionato, trovare intoppi sul percorso della prevenzione, significa condannare le persone ad affrontare la battaglia contro le patologie tumorali quando ormai è troppo tardi. A mandare su tutte le furie l’anziano è anche un altro episodio capitato qualche giorno fa . «Anche mio figlio deve sottoporsi a una tac addominale» conclude il pensionato «ebbene, a lui , hanno detto che è possibile effettuare l’esame a metà maggio del 2015. Alla faccia della prevenzione!»

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