Malattie infettive e la lotta al Covid «Qui tanta sofferenza e isolamento»

24 Dicembre 2021

Il primario Sciotti: «Mai immaginato di ritrovarci con un’emergenza di questa portata e stravolgente Non dimenticheremo mai la rabbia per quanti sono poi finiti in Rianimazione e non ce l’hanno fatta»

VASTO. Natale con lo spauracchio dei contagi sotto l'albero. Negli ultimi giorni in città si è registrata una vera e propria impennata. Ventotto ieri i nuovi positivi. Molti i bambini e gli adolescenti. Non è escluso che al termine delle vacanze natalizie molte classi vadano in didattica a distanza (Dad). In città sono iniziate le vaccinazioni per i bambini e a distrarli ci pensano i volontari di Ricoclaun.
Nel reparto di Malattie infettive del San Pio, diretto dal primario Maria Pina Sciotti, saranno garantiti i ricoveri e le cure necessarie anche durante i giorni di festa. Per Sciotti, la collega Simona Antonelli e l'operatore sanitario Pier Paolo Febbo, sarà un altro Natale vissuto in prima linea. «È così da due anni», afferma Sciotti. «Ci guardiamo indietro rivivendo gli inizi della pandemia, le prime notizie dalla Cina e poi il primo caso italiano, il rapido aumento delle segnalazioni fino al primo paziente ricoverato nel nostro reparto di Vasto. Nessuno era pronto a quello che stava accadendo nel mondo; gli infettivologi sanno perfettamente che una pandemia può verificarsi in qualsiasi momento, ma nessuno di noi avrebbe mai immaginato di ritrovarsi nel bel mezzo di una “emergenza” di tale portata da stravolgere la sanità, la società e l’economia del mondo intero».
In due anni Vasto ha avuto circa 2.500 positivi. Al momento 2.087 sono stati riammessi in comunità e 55 i morti a causa del virus. «Nel nostro reparto abbiamo toccato con mano tanta sofferenza dovuta alla malattia, alla solitudine e all’isolamento dei pazienti e di noi operatori. Affrontare quotidianamente un numero crescente di malati, provenienti da tutto il territorio di Vasto e dal vicino Molise», riprende Sciotti, «con quadro clinico complesso e sconosciuto, con la paura di contagiarsi, ha messo a dura prova le nostre capacità fisiche e professionali. Poi anche da noi i pazienti sono aumentati in maniera considerevole. Non è possibile dimenticare la sofferenza degli anziani che sono purtroppo morti senza avere il conforto di un familiare. Non è possibile dimenticare l’impotenza da noi provata con la frustrazione mista a rabbia quando alcuni pazienti sono stati trasferiti in Rianimazione e non ce l’hanno fatta. Eppure, possiamo dire di aver vissuto anche tante emozioni positive e gratificanti. Siamo stati ripagati dai sorrisi e dalla riconoscenza dei pazienti, abbiamo ricevuto la generosità e la solidarietà di tutta la comunità anche con numerose donazioni. È da febbraio 2020 che lottiamo e resistiamo per salvare vite», conclude il primario invitando tutti a vaccinarsi.
In città sono iniziate anche le vaccinazioni per i bimbi e accanto a loro ci sono i volontari di Ricoclaun. L'ambiente è rallegrato da musica natalizia , caramelle e l'attestato di merito del Comune per i piccoli vaccinati.
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