Malore per un imputato: udienza sospesa

Ambulanza in tribunale e processo “Adriatico” rinviato a febbraio. Alla sbarra Cozzolino e altri 49
VASTO. “Operazione Adriatico”: l’udienza è stata sospesa e rinviata al 5 febbraio a causa di un malore improvviso che ha colpito uno degli imputati. Altri due imputati si sono costituiti parte civile contro Lorenzo Cozzolino. Il processo Adriatico continua a regalare colpi di scena. Poco prima delle 18 di venerdì, nel corso della seconda giornata dedicata alla requisitoria dei pm Picardi e Mancini arrivati dall’Aquila,un imputato, Rodolphe Pinto, 64 anni, si è sentito male. È sbiancato in volto e si è accasciato. Il collegio ha immediatamente sospeso l’udienza facendo soccorrere l’uomo. A palazzo di giustizia è arrivata un’ambulanza del 118 che lo ha trasferito al San Pio. Al termine degli accertamenti le notizie sulle condizioni di salute di Pinto sono rassicuranti.
Il processo ricomincerà il 5 febbraio. I pm faranno le loro richieste e a seguire parleranno gli avvocati Fiorenzo Cieri e Arnaldo Tascione che rappresentano due parti civili. «Alessio Maccarone, uno degli indagati menzionati da Cozzolino, subì nel 2008 un attentato a domicilio: qualcuno sparò con una mitraglietta contro le serrande di casa», racconta l’avvocato Cieri configurando il tentato omicidio. L’azione avrebbe messo a rischio la vita di Maccarone e di una parente. Dopo le parti civili parleranno gli altri difensori, una trentina di avvocati. È probabile servano diverse udienze. La sentenza è attesa per primavera.
L’Operazione Adriatico conta 50 imputati accusati di associazione a delinquere, spaccio di droghe, estorsione e attentati. Martedì e venerdì la pubblica accusa ha tenuto una lunga e analitica requisitoria a cui faranno seguito, il 5 febbraio, le richieste della pena per ogni imputato. All’inizio gli accusati erano 81. Cozzolino (che si è autoaccusato di molti reati) la moglie, Italia Belsole, e altre tredici persone a cui è stato concesso il rito abbreviato vengono giudicate all’Aquila.
La vicenda abbraccia un arco di dieci anni: attentati, episodi violenti, minacce, estorsione e traffico di droga. Traffici inquietanti, avvenuti a Vasto, dietro ai quali ci sarebbe stata la camorra. Il processo è iniziato a febbraio 2015. Il tribunale ha calendarizzato le udienze. Una marea di penalisti contesta le dichiarazioni del collaboratore di giustizia. Il processo ha raccontato di come arrivava nel Vastese il fiume di droga che inondava la costa Adriatica. La foce era a Vasto. A gestire i traffici, secondo gli inquirenti, era un centinaio di persone. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

