Mamma morta nello schianto, un indagato

20 Luglio 2021

Chieti. L’automobilista ha invaso la corsia opposta: l’incidente ripreso dalle telecamere di un’azienda

CHIETI. Le telecamere di un’azienda hanno ripreso tutto: la Fiat 500 L invade la corsia opposta e si schianta contro il pick up Mitsubishi che, come una scheggia impazzita, finisce prima sulla cunetta e poi rimane in bilico sul guardrail. L’inchiesta appena chiusa dalla procura di Chieti sulla morte di Alessia di Febbo, 42 anni, imprenditrice di Orsogna e madre di due figli di 4 e 11 anni, ruota intorno al video acquisito dai carabinieri nelle ore successive all’incidente avvenuto il primo febbraio del 2020 sulla statale 81 Piceno Aprutina, all’altezza di San Martino sulla Marrucina. Sotto accusa, per il reato di omicidio stradale, è finito il conducente della Fiat 500, R.F., 40enne di Rapino, difeso dall’avvocato Vittorio Supino. Il pubblico ministero Marika Ponziani ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. L’indagato ha venti giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti e chiedere di essere interrogato.
LE ACCUSE L’automobilista, che viaggiava con direzione di marcia Chieti-Guardiagrele insieme alla figlia di tre anni, è accusato di aver violato «le norme sulla circolazione stradale che obbligano a non circolare contromano e a conservare il controllo dei veicoli nei tratti in curva», è riassunto nel capo d’imputazione. Più nel dettaglio, R.F. ha invaso la corsia opposta ed è finito sul pick up sul quale viaggiavano l’avvocato Roberto D’Angelo, alla guida, e la moglie Alessia di Febbo, seduta accanto. Per la donna non c’è stato niente da fare: sbalzata fuori dall’abitacolo, è morta all’istante. D’Angelo, che è finito in codice rosso all’ospedale di Pescara con un trauma cranico, non ha perso mai conoscenza e ha riportato lesioni giudicate guaribili in un mese. Sono rimasti lievemente feriti anche R.F. e la figlia (otto giorni di prognosi). Ad occuparsi delle indagini sono stati i carabinieri della stazione di Casacanditella, competenti per territorio. Le immagini delle telecamere non lasciano spazio a dubbi sulla dinamica dell’incidente.
IL DOLORE Quel maledetto sabato pomeriggio d’inverno, Alessia e il marito stavano andando a ritirare i mobili per la cameretta dei bambini all’Ikea di Sambuceto: la coppia si era fatta prestare il pick up da un amico. Coraggiosa e determinata, capace di dedicarsi totalmente ai figli ma anche di portare avanti un lavoro impegnativo, Alessia viveva una vita piena di gioia. Un anno e mezzo dopo, accanto al guardrail dove la sua vita si è interrotta, resta un peluche a forma di orsacchiotto.