«Mamma non c’è, meglio il carcere»

24 Maggio 2017

Teatino ai domiciliari va in questura a Venezia: sono solo, nessuno mi accudisce

VENEZIA. «Nessuno mi accudisce», ha detto ai poliziotti della questura di Venezia ai quali si era rivolto. «Voglio tornare in cella». Era agli arresti domiciliari ma ora che la mamma è dovuta partire per lavoro e non c’è più nessuno che lo possa accudire, Daniele Pulsoni, 37 anni, di Chieti, già conosciuto alle forze dell’ordine ha deciso di evadere, presentarsi alla polizia e chiedere di tornare in carcere. Così, ieri mattina si è presentato al corpo di guardia della questura a Santa Chiara, nella città della laguna, raccontando di essere sottoposto agli arresti domiciliari, ma di volere essere collocato in carcere.
Gli agenti hanno accertato che effettivamente l’uomo era destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari, proprio a Chieti dopo l’arresto per aver picchiato la sua compagna incinta.
Il 37enne ha raccontato agli agenti di essersi allontanato dalla propria abitazione in quanto la madre si era dovuta recare in Messico per lavoro e a casa non c’era più nessuno che potesse accudirlo. E lui ha raccontato di non essere in grado di lavarsi la biancheria e di farsi da mangiare. Quindi il “bamboccione” violento, di conseguenza all’evasione, è stato arrestato e portato in carcere. Riuscendo così ad esaudire il suo desiderio.
L’8 maggio scorso Pulsoni aveva picchiato la compagna incinta e poi si era scagliato contro la polizia. Quindi era stato arrestato.
La donna, 35enne, è al quarto mese di gravidanza e per questo ha rischiato molto dopo le percosse. Verso le 22,30 di lunedì 8 maggio, la giovane ha chiesto aiuto e chiamato il 113.
La donna era in uno stato di forte agitazione, quasi non riusciva a parlare. È improvvisamente caduta la linea del telefono.
Sul posto è stato inviato un equipaggio delle pattuglie volanti. Il suono della sirena ha fatto desistere l’uomo dal picchiare la donna.
I poliziotti sono saliti in casa e, dopo una lunga trattativa, hanno convinto l’uomo ad aprire la porta. La situazione sembrava migliorata, ma alla richiesta degli agenti di vedere la convivente, l’uomo ha perso il controllo e ha cercato di colpire i poliziotti.
È iniziata una violenta colluttazione fino a quando i poliziotti sono riusciti a bloccare il 37enne, prestando poi soccorso alla ragazza che aveva dei lividi sul volto e in particolare attorno a un occhio. La donna pare che ora stia meglio ma se l’è vista davvero brutta.