Mammarosa: Comune di Rapino sleale

4 Luglio 2015

Rottura del contratto, la società degli impianti sciistici accusa il sindaco che ribatte: via i massi dalla strada della Maielletta

RAPINO. Desolazione e accuse di slealtà: così la società Mammarosa Funivie commenta lo scioglimento del contratto da parte del Comune di Rapino che mira a riprendersi i terreni del bacino sciistico. L’atto del sindaco Rocco Micucci viene bollato come un «attacco sleale» nei confronti della Mammarosa Funivie che accusa il primo cittadino di non essere «venuto a visitare il “suo” territorio», altrimenti si sarebbe accorto di cosa la società aveva messo in campo per il rilancio del comprensorio. In due anni, dice la società, «abbiamo impiegato risorse (circa due milioni di euro) per risanare l’azienda, realizzare infrastrutture, revisionare le linee esistenti e ampliare l’offerta turistica».

«Sin dal novembre 2014», dicono ancora dal vertice societario, «dal punto di vista della programmazione, siamo attivi e propositivi con piani concreti in corso di approvazione. La nostra società non si è mai sottratta ai propri impegni, al confronto e alla discussione. Costui invece non risponde, latita e comunica con noi solo attraverso avvocati e giornali. Se l’intento del sindaco, quindi, è quello di perseguire un rilancio siamo disponibili, se l’obiettivo è un altro, francamente, non ci interessa».

Secondo la Mammarosa Funivie, il contratto quarantennale, ora rescisso con un atto unilaterale del Comune, era vantaggioso proprio per il Comune: «Il contratto riguarda una modesta porzione di territorio della nostra area sciabile il cui canone annuo (circa 50.000 euro da pagare in unica soluzione, anticipatamente a gennaio) è esorbitante se paragonato ai fitti pagati anche dalle blasonate località sciistiche nel Nord Italia. Ma basta guardare molto più vicino: la nostra società versa al Comune di Rapino, per l’affitto di terreni, la stessa cifra del gestore di Prati di Tivo, che gode però di infrastrutture del valore superiore ai 20 milioni di euro». L’auspicio della Mammarosa Funivie è che il «sindaco non intraprenda una battaglia legale che avrà certamente delle conseguenze negative per l’intero comprensorio».

Il Comune di Rapino, però, sembra avere intenzioni battagliere. Lo dimostra anche la richiesta inviata al Parco nazionale della Maiella e alla Provincia di Chieti per la «rimozione immediata dei massi posti sulla strada per la Maielletta, nel tratto tra l'albergo Mammarosa e il rifugio Pomilio». Se non si provvederà alla rimozione dei massi, il Comune di Rapino «si attiverà in ogni forma di legge per garantire la legittima rivendicazione di usufruire e di far usufruire del proprio territorio». E, dunque, anche in questo caso, pur di garantire sicurezza al proprio territorio, non resterà a guardare ma agirà di conseguenza, anche in maniera unilaterale. (a.i.)