Mammografia? Torni nel 2016

Negli ospedali della Asl teatina le attese crescono. Il Tribunale del malato: via Zavattaro
CHIETI. «Una mammografia programmata nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti non si esegue prima di un anno. Se va bene. Non c’è alcuna trasparenza nella gestione delle liste di attesa. Se si verificano le liste delle mammografie nel sito della Asl si nota infatti che solo a Villa Santa Maria sono possibili. Nessun altro distretto o ospedale è indicato come sede in cui è possibile effettuare l’esame che, come altri nell’azienda, ha tempi di attesa lunghissimi». Aldo Cerulli, segretario regionale di Cittadinanzattiva attacca la Asl sulla gestione delle mammografie e più in generale sulle liste di attesa per esami che nell’azienda anziché diminuire, crescono a dismisura. E lo dimostrano le mammografie, che si prenotano da qui ad oltre un anno a Chieti, in 600 giorni a Lanciano dove occorrono 17 mesi per fare un ecodoppler o un’ecografia. Per non parlare delle ecografie alla mammella, che si fanno dopo 540 giorni a Chieti, ad Ortona, mentre a Lanciano dopo 470 giorni dalla richiesta. Si prenota oggi per novembre 2015.
«La situazione è alla deriva» afferma Cerulli «e anche per le mammografie constatiamo l’ennesimo flop della gestione Zavattaro, perché i tempi sono lunghi, non c’è trasparenza nella gestione delle liste di attesa a Chieti, l’unica sede che può procedere nelle prenotazioni». La Asl ha tolto la gestione delle liste di attesa delle mammografie dai Cup e affidate ad un’equipe che opera di mattina telefonicamente (numero unico 0871.358082, ndc), di pomeriggio nella radiologia del Santissima Annunziata, tagliando di fatto fuori quelle persone che prenotano fuori Chieti che possono farlo solo telefonicamente. «Sono stati attivati uno sportello e una linea telefonica dedicati per filtrare le richieste di mammografie», spiegano dalla Asl, «perché è vero che per una mammografia programmata l’attesa è di oltre un anno a Chieti, ma è anche vero che sono esami di donne che non rientrano nelle classi di priorità. Le prenotazioni avvengono infatti sulla base di età, presenza di sintomi, precedenti clinici. Se una paziente è oncologica o inserita nello screening ha percorsi privilegiati. Un lavoro fatto su una mole di richieste enorme. A marzo, ad esempio, l’ufficio ha ricevuto 1494 chiamate, effettuato 752 prenotazioni e ha messo 163 sedute aggiuntive pomeridiane a Chieti. Altre 204 sedute sono state aggiunte il mese dopo». «I tempi di attesa restano lunghi per molti esami», continua Cerulli «in una Asl dove aumenta di conseguenza la mobilità passiva, dove c’è sperpero di denaro: basta vedere l’incompiuta da ben 36 milioni di euro della palazzina ex cardiologia con danno erariale incalcolabile e di cui qualcuno dovrà rendere conto. Per non parlare dell’abbandono di strutture di valore, come ex ospedale san Camillo, di farmacie ospedaliere prive delle più elementari dotazioni. E ancora, mancata realizzazione delle rete dell’emergenza urgenza, del potenziamento della rete di assistenza ai diabetici, visto che l’Abruzzo è la regione italiana in cui la malattia è più diffusa. Bastano questi esempi, indicati in una lettera inviata al nuovo governatore D’Alfonso, per decretare il fallimento della gestione Zavattaro».
Teresa Di Rocco
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