Manca il numero legale, salta il consiglio

L’assenza di Coletti mette il sindaco con le spalle al muro, la minoranza: solo schiaffi alla città
ORTONA. Il sindaco al suo posto in una sala consiliare pressochè vuota è l'immagine rappresentativa del consiglio comunale di ieri. La crisi politica ad Ortona è profonda e, nel giorno in cui si doveva discutere la delibera sul ripiano dei residui passivi e attivi, la maggior parte dei consiglieri non è entrata in aula, facendo mancare il numero legale. Il primo cittadino Vincenzo D'Ottavio è con le spalle al muro, la maggioranza latita ed ora servono delle decisioni forti. Tutto ruota attorno al Pd, l'ago della bilancia per avere i numeri necessari all'approvazione della delibera che spalmerebbe i residui in un arco di tempo tra i 20 ed i 30 anni. Ieri Tommaso Coletti, capogruppo del Pd, dopo aver chiesto nella scorsa seduta il rinvio della discussione sul fondamentale punto per il Comune, è risultato assente. L'azzeramento della giunta, tanto invocata proprio dal Pd, dovrebbe essere la chiave di volta per sbloccare la situazione. Cosa farà il sindaco? Se ne saprà di più oggi: alle 17,30 è in programma la nuova convocazione del consiglio, l'ultima spiaggia per l'approvazione della modalità di ripiano dei residui. Se ciò non dovesse accadere il Comune dovrà riconoscere l'intero importo nel 2015, ovvero un disavanzo di circa 6 milioni di euro. Significherebbe dissesto economico. La situazione è delicata ed oggi vivrà di sviluppi decisivi. Dopo il mancato consiglio comunale di ieri pomeriggio le reazioni sono state dure. «È inqualificabile l'atteggiamento della maggioranza che prende in giro la città» ha detto il consigliere Remo Di Martino. «Dopo tre anni di liti interne non riesce a dare un segnale positivo». Parole pesanti sono arrivate anche dal presidente del consiglio comunale, Ilario Cocciola: «Se perdura questa situazione meglio andare a casa. Il consiglio deve essere messo in condizioni di operare, è evidente una carenza tra sindaco, giunta e consiglio». Carlo Ricci, consigliere comunale di Abruzzo Civico, mercoledì aveva dichiarato di non prestarsi ad appoggi incondizionati «se non ci sarà un cambio di passo, energico e sostanziale e non a chiacchiere. È finito il tempo del politichese, bisogna concentrarsi per trovare soluzioni ai problemi dei cittadini e della città di Ortona che grida vendetta». Ieri ha rincarato la dose: «Il capogruppo del Pd periodicamente fa mancare il numero legale, Ortona è collassata da questa situazione». Infine Patrizio Marino: «Questi rinvii fanno perdere denaro, tempo e credibilità. Si sta giocando dietro le quinte e non a carte scoperte. Oggi avevamo un appuntamento importante, così si tiene sotto scacco la città».
Alfredo Sitti

