Manca l’acqua alla Marina, scatta la protesta

Gli operatori turistici scrivono alla Sasi: «Tante le prenotazioni cancellate a causa della crisi idrica»
VASTO. Record di presenze a Ferragosto, ma anche di proteste alla Marina. La grande sete non risparmia il quartiere turistico. A mezzogiorno dai rubinetti non esce più una goccia d'acqua. I turisti sono furiosi e qualcuno di loro annuncia azioni legali contro le agenzie che hanno affittato le case senza raccontare il grave disservizio. Molti vacanzieri hanno disdetto le prenotazioni. Gli operatori turistici, preoccupati per le possibili gravi ripercussioni, hanno inviato una lettera al presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe.
«Con questa lettera», scrive Giuseppe Travaglini, responsabile dei servizi del Consorzio Vivere Vasto marina, «torniamo a metterla al corrente dei gravi disservizi subiti, dovuti alla mancanza di acqua che sistematicamente si perpetrano soprattutto in periodi in cui l'affluenza turistica è maggiore. Per noi operatori la situazione è diventata insostenibile e fastidiosa, a maggior ragione perché va a sommarsi al periodo già di per sé complesso che stiamo vivendo. Tante le prenotazioni cancellate, tanti i disservizi nelle aziende. Senza contare le condizioni igieniche precarie in un periodo in cui le autorità sanitarie invitano a lavarsi di frequente. Tutto questo ci rammarica profondamente e rischia di vanificare l'impegno profuso per risvegliare l'economia di questa città».
Travaglini e gli operatori del Consorzio Vivere Vasto marina chiedono a Basterebbe di risolvere immediatamente il problema. «L'acqua è indispensabil, la Sasi deve fornire alla città una soluzione alternativa e deve farlo al più presto». Le proteste dei cittadini crescono e c’è chi torna a proporre lo sciopero della bolletta. Nei giorni scorsi il sindaco Francesco Menna ha sollecitato e ottenuto un tavolo tecnico con il senatori Gianluca Castaldi e Luciano D'Alfonso per trovare soluzioni e raccontare l’esasperazione dei cittadini e dei commercianti vastesi. Sono centinaia le persone pronte a manifestare, come un anno fa, sotto la sede della Sasi minacciando anche una class action. La Sasi ha più volte spiegato che è necessario reperire 30 milioni per i lavori alla rete. Tanto occorre per costruire la nuova linea Casoli-Scerni e il potabilizzatore da mettere alla diga di Chiauci o ad Altino. «Proprio per questo», insiste Menna, «ho chiesto aiuto ai nostri parlamentari. Mi auguro che arrivino presto nuovi finanziamenti». (p.c.)
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