Manca l’acqua, cittadini furiosi: lavori subito o parte la protesta

I residenti avvertono: «Siamo pronti a piazzarci davanti alla sede dell’Aca per avere delle risposte» E chiedono interventi immediati: promesse non mantenute, la manutenzione doveva partire mesi fa
CHIETI. «Questa volta anziché andare davanti al Comune, ci piazziamo davanti all’Aca a protestare». Parola di Elda Capriotti, una residente della zona centrale di Chieti Scalo che ha fatto della carenza idrica una battaglia, organizzando, insieme ad Assunta Ronca e Liliana Esposito, diverse manifestazioni di protesta davanti al Comune, l’ultima a gennaio scorso. A Chieti Scalo si riaccende la protesta per la mancanza d’acqua. L’Aca aveva promesso che per la parte bassa della città, quella che sconta maggiormente la carenza idrica, non ci sarebbe stata un’altra estate a secco come quella dell’anno scorso. Ma mentre le temperature diventano sempre più roventi, allo Scalo tornano i problemi di sempre. Dalla tarda serata fino alle prime luci dell’alba, dai rubinetti l’acqua si assottiglia: più si sale di piano e più la pressione idrica diminuisce. Cosicché nelle palazzine senza autoclave ai piani alti diventa un inferno. Lo scorso 23 settembre l’amministrazione comunale aveva indetto un consiglio comunale straordinario sulla carenza idrica, nel corso del quale la presidente Aca Giovanna Brandelli e il presidente Ersi (Ente regionale servizio idrico integrato) Nunzio Merolli si erano impegnati ad avviare una serie di lavori per evitare che si ripresentasse un’estate di chiusure idriche in città come quella dell'anno scorso, che aveva messo in ginocchio sia la parte alta che lo Scalo. «L’Aca», ricorda anche Capriotti, «disse ai microfoni di Striscia la notizia che i lavori allo Scalo sarebbero stati fatti entro marzo 2022». I lavori, però, al momento non sono ancora partiti, nonostante siano state avviate le verifiche preventive volute dalla Soprintendenza archeologia con una serie di carotaggi sul percorso della nuova conduttura da realizzare allo Scalo. Capriotti, che insieme a Ronca ed Esposito, avevano organizzato il servizio della popolare trasmissione televisiva, è pronta a richiamare gli inviati di Striscia. Ma prima ancora ha intenzione di riorganizzare una protesta davanti alla sede dell’Aca. «Se le cose continuano in questa maniera e l’Aca non inizia i lavori», dice Capriotti, «ci presenteremo davanti alla sede dell’Aca e non ci muoveremo da lì finché non avremo una risposta. Presidieremo la zona, anche a costo di restare giornate intere. Vogliamo sapere quando inizieranno i lavori e quando finiranno. L’acqua manca, ma noi le bollette le paghiamo. Ci stanno facendo pagare un servizio che non erogano come dovrebbero».
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