Manca l’acqua, i ristoratori protestano

6 Settembre 2020

I titolari dei locali del centro pronti a chiedere i danni: «Costretti a mandare via i clienti perché i rubinetti sono a secco»

VASTO. L’emergenza acqua non dà tregua. A Vasto il servizio idrico viene sospeso ogni giorno alle 15 e ripristinato il mattino successivo alle 6, ma in diversi quartieri subito dopo pranzo dai rubinetti non esce più nulla. «Spesso siamo costretti a mandare via i clienti per mancanza di acqua», protestano i proprietari di bar e ristoranti del centro storico. In città si torna a parlare di class action. Lo studio legale Pennetta è pronto a riprendere in mano le pratiche.
A San Salvo le cose non vanno meglio. «I cittadini, gli operatori turistici e del comparto agricolo e industriale questa estate hanno subito un grave danno anche di immagine», ha scritto il sindaco Tiziana Magnacca. Nei Comuni dell'interno la situazione è ancora peggiore. Il caso limite è Torrebruna. Nella frazione di Guardiabruna i residenti riescono ad avere l’acqua solo un’ora al giorno. «La Sasi ha inviato delle autocisterne», dice il sindaco di Cristina Lella. «So che ora saranno fatte delle captazioni per rendere la situazione meno drammatica. Purtroppo il Trigno ha il 30% di acqua in meno. Aspettiamo tutti la pioggia anche se le previsioni meteo non sono favorevoli».
L’assessore regionale Emanuele Imprudente ha predisposto una delibera che ha consentito di destinare al consumo civile l’acqua che proviene dalla diga di Chiauci e ha preso formale impegno per sollecitare il completamento degli interventi sulle reti idriche che sarà curato dalla Sasi e sul quale sta lavorando anche l'Ersi. Il 12 settembre è stato programmato un altro summit con i parlamentari del Vastese che riferiranno a che punto è l'iter per il reperimento di nuove risorse economiche per migliorare la rete.
Intanto sul Trigno a secco e sulla carenza idrica nella vallata è intervenuto l’ex consigliere regionale, Giuseppe Tagliente (Lega). «Quello che sta accadendo in questi giorni non dipende solo dalla mancanza di piogge o dalle condotte colabrodo. La carenza di acqua è legata anche alla mancata e corretta diagnosi del problema. La politica dovrebbe risistemare sul Trigno la cosiddetta traversa di Pietrafracida, il cui muro di contenimento è crollato e non raccoglie più l’acqua del fiume. In sostanza, gran parte dell'acqua del fiume viene dispersa. Basterebbe un piccolo e semplice intervento di manutenzione e sparirebbero molti problemi legati all’approvvigionamento idrico. Sono d’accordo poi sul fatto che, il prima possibile, vadano ultimati i lavori della diga di Chiauci», conclude Tagliente.
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