Manca l’acqua nelle contrade «Serve una conduttura nuova»

Disagi a Villa Andreoli, Marcianese, Villa Martelli e anche a San Vito: già avviate le chiusure notturne D’Ippolito (Sasi): tubature e serbatoi realizzati anni fa per poche famiglie, che ora sono quintuplicate
LANCIANO. «Basta, sono mesi che facciamo i conti con le chiusure e i razionamenti dell’acqua. Abbiamo difficoltà notevoli e anche gli elettrodomestici fuori uso. Non ne possiamo più». «Bisogna sostituire la conduttura, circa 2 chilometri di tubature, e mettere un serbatoio più grande a Marcianese perché gli impianti sono sottodimensionati: erano fatti per poche famiglie che ora sono quintuplicate». Botta e risposta tra utenti, in particolare delle contrade di Lanciano e la Sasi, la società che gestisce il servizio idrico in 87 comuni della provincia. A sollevare il problema delle chiusure notturne, mai del tutto finite dall’estate scorsa visto che si sono registrate anche nel periodo natalizio, sono i cittadini in particolare di Villa Andreoli, Marcianese, ma anche di Villa Martelli e centri come San Vito.
LE PROTESTE «Siamo stanchi di non avere l’acqua e di pagare bollette per un servizio che è a singhiozzo», dicono alcuni residenti di Villa Andreoli, «non possiamo accendere ad esempio lavatrici e lavastoviglie la sera e quindi paghiamo anche di più l’elettricità e, soprattutto, non possiamo fare la doccia quando rientriamo dal lavoro. Poi abbiamo dovuto fare anche i conti con elettrodomestici in tilt perché l’acqua è andata via all’improvviso. Non è possibile andare avanti così». Qualcuno ha acquistato un serbatoio per far fronte ai razionamenti continui. «Ma è una spesa in più», rispondono altri, «e non è giusto essere costretti a doverla sostenere pagando poi bollette dell’acqua salate».
LA SASI Ma il problema delle chiusure, oltre che per la carenza di acqua alla sorgente, è strutturale. «Registriamo consumi maggiori in questo periodo», risponde Pio D’Ippolito, responsabile dell’area tecnica della Sasi, «magari dovuti anche ad usi impropri, ad esempio l’acqua sprecata per annaffiare orti e giardini. Chiudiamo di notte per evitare di farlo in pieno giorno. Purtroppo Villa Andreoli, Marcianese, Follani e le contrade fino a Sant’Onofrio hanno una conduttura vecchia di 50 anni che soddisfaceva il bisogno di pochissime case e anche il serbatoio di Marcianese era pensato per poche famiglie. Invece sono diventate contrade in forte espansione, case e famiglie sono cresciute di molto e la rete idrica non basta più. Abbiamo fatto un progetto per sostituire l’acquedotto lungo circa 2 chilometri, e fare un serbatoio più grande a Marcianese: servono circa 300mila euro». E questi soldi ci sono? «Per evitare di aumentare la tariffa stiamo cercando un accordo con il Comune per racimolarli», precisa D’Ippolito, «noi siamo gestori di una rete comunale che deve fare la propria parte». Un problema strutturale, quindi, ma ci sono anche altri centri, come San Vito, a soffrire per le chiusure. Manca anche l’acqua? «Alle sorgenti non ce ne è molta», chiarisce il dirigente, «infatti abbiamo ancora accceso un pozzo dei 4 che sono sotto la sorgente del Verde per arrivare ai 1.200 litri al secondo che servono. Contavamo a maggio e giugno di spegnerlo anche perché i pozzi sono accesi dallo scorso anno e incidono anche sulla spesa dell'energia elettrica; purtroppo non sarà così. Le nevicate dell’inverno appena trascorso non sono bastate visto che eravamo già in grande sofferenza dallo scorso anno. Sempre per recuperare acqua avvieremo una ricerca perdite anche su Lanciano, Ortona, come fatto su Vasto che ci ha permesso di recuperare anche 50 litri al secondo, ma per le contrade serve una linea nuova».
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