Mancano i contributi presepe vivente annullato

Non arrivano in tempo i fondi promessi dal Comune e la manifestazione salta Il rammarico dell’associazione Teate Nostra: «Non si può fare tutto all’ultimo»
CHIETI. Cancellato per mancanza di fondi il presepe vivente di Chieti: è rimandato al 2021, se andrà tutto bene, l’appuntamento con una tradizione della città. «Sarebbe stata la 25ª edizione», dice con rammarico Vanni Di Gregorio, presidente dell’associazione Teate Nostra che dal 1995 alla Civitella cura la realizzazione di 20 scene principali, tra bibliche e popolari, mercatini e artigiani all’opera con la partecipazione di centinaia di figuranti e animali. Per quest’anno, il 6 gennaio, non se ne farà niente anche se il presepe era stato annunciato nel cartellone degli appuntamenti natalizi del Comune: «I fondi non si sono visti in tempo e non è stato possibile organizzare il presepe», spiega Di Gregorio che aspetta una presa di posizione ufficiale del Comune. L’amministrazione Di Primio avrebbe dovuto sostenere la manifestazione con un contributo di 5mila euro. «Ma la soluzione», continua il presidente, «è stata trovata soltanto il 20 dicembre scorso quando ormai era troppo tardi. Noi ogni anno ci impegniamo per allestire il presepe ma è un’attività che richiede una lunga fase di preparazione: si deve partire fin dal mese di settembre e non ci si può ridurre all’ultimo minuto». Senza i fondi comunali, Teate Nostra, un gruppo che difende le tradizioni e la storia cittadina, non è stata in grado di chiamare gli attori e anticipare le spese: «Siamo un’associazione senza scopo di lucro e tutto ciò che facciamo lo facciamo gratis», dice il presidente, «allestire un presepe vivente ha i suoi costi». Lo stanziamento del Comune sarebbe servito per pagare artigiani, armisti, artisti di strada e noleggiare gli animali. «Purtroppo», dice Di Gregorio con gentilezza e senza vena polemica, «non c’è stato modo di reperire i fondi in tempo utile».
Da due anni il presepe è sfortunato: nel 2019 la rievocazione della Natività, dalla chiesa della Trinità fino alla grotta a palazzo Durini, era saltata a causa del pericolo del ghiaccio dopo una leggera nevicata. «Visto che la zona non era stata pulita in tempo, per evitare il rischio di incidenti la manifestazione era stata annullata», dice Di Gregorio, «non si può mettere a rischio l’incolumità delle persone, tra protagonisti, figuranti e pubblico quando la responsabilità ricade sempre sull’associazione che organizza l’evento. Speriamo che in futuro le cose vadano meglio». La cancellazione dell’anno scorso aveva provocato una ridda di polemiche tanto che il sindaco Umberto Di Primio si era scagliato contro i «nullafacenti» e i «soliti leoni da tastiera, pecore nella vita»: «Sono stufo di leggere i commenti dei nullafacenti di Facebook che criticano il Comune per l’annullamento del presepe vivente. Il Comune non c’entra nulla».

