Mancano le forniture, la Sevel si ferma

Nuovo stop produttivo da domani: bloccata per una settimana la produzione dei Ducato. La Fim: «Ora serve chiarezza»
ATESSA. Ancora un fermo per mancanza di forniture per le componenti elettroniche in Sevel, un problema che è già costato alla fabbrica dei record di Stellantis la perdita di 16 turni lavorativi e una forte ipoteca sul futuro di tutto il 2021. Lo ha comunicato ieri la direzione aziendale che ha annunciato uno stop delle linee produttive a partire dalle 22.15 di domani, fino alle 22.15 di sabato 4 settembre su tutti e tre i turni. Il reparto del Ckd della lastratura con lavorazioni destinate al Messico, lavorerà invece regolarmente. L’attività lavorativa riprenderà quindi alle 22.15 di domenica 5 settembre. L’azienda ha comunicato che durante il fermo produttivo della settimana prossima saranno svolti corsi di formazione obbligatori sulla sicurezza della durata di 8 ore che potranno coinvolgere una parte dei lavoratori, in particolare quelli del montaggio. La retribuzione della giornata del corso avverrà in retribuzione ordinaria.
Lo stop forzato è l’ennesima doccia fredda per uno stabilimento alle prese con una forte richiesta produttiva e una importante interlocuzione con i sindacati su diverse questioni considerate nodali. I problemi di fornitura potrebbero durare tutto l'anno e intaccare fortemente la produzione. I sindacati sono sul piede di guerra e in grande apprensione. «Da tempo siamo preoccupati per la situazione che si sta creando sul fronte semiconduttori nel settore automotive», dichiara Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim-Cisl, «come Fim abbiamo denunciato anche al governo questo rischio che si va ad aggiungere alla situazione già complicata del settore automotive coinvolto da un forte cambiamento, con forti rischi di impatto occupazionale. La comunicazione di Stellantis ci preoccupa enormemente: fermare per una settimana continua Sevel significa che la situazione si è particolarmente aggravata sul lato dell’approvvigionamento. I veicoli commerciali sono un settore fortemente trainante, e Sevel rappresenta lo stabilimento che ha avuto un continuo incremento dei volumi e gli ordini sono in continuo aumento. Sappiamo che a livello mondiale il gruppo Stellantis decide le assegnazioni dei microchips nei vari plant», prosegue Uliano, «è fondamentale che la direzione chiarisca se c’è stata una riduzione complessiva o se questa ha riguardato in misura maggiore gli stabilimenti italiani». E secondo alcune indiscrezioni l'incontro con la direzione aziendale e le rsa di stabilimento non sarebbe stato positivo. I sindacati si riservano di riunire il consiglio delle rsa per valutare azioni. Le parti sociali, che hanno già aperto la procedura di raffreddamento, anticamera dello sciopero, chiedono risposte concrete sugli oltre 700 somministrati (di cui 625 in staff leasing e 80 a tempo determinato) presenti su un organico di 5.670 dipendenti. (d.d.l.)

