Mancini riscopre la storia di Ranalli

25 Aprile 2019

Un abruzzese morto nell’inferno del lager nazista di Mauthausen: era nato a Chieti nel 1899 e, nel 1941, fu presidente della Scuola di pilotaggio di Pescara. Nel giorno della Liberazione, Geremia...

Un abruzzese morto nell’inferno del lager nazista di Mauthausen: era nato a Chieti nel 1899 e, nel 1941, fu presidente della Scuola di pilotaggio di Pescara. Nel giorno della Liberazione, Geremia Mancini, presidente onorario di “Ambasciatori della fame”, riscopre la storia di Biase Ranalli. «Ranalli», racconta Mancini, «nacque a Chieti, in via Santa Maria, il 5 febbraio 1899, da Silvino (quarantasettenne “proprietario”) e Concetta Salomone (trentaseienne “donna di casa”). L’atto di nascita fu certificato dinanzi all’assessore di Chieti, cavalier Ferdinando Sanità». Dopo la laurea, Ranalli scelse la carriera militare: divenne ufficiale della Regia Aeronautica e fece carriera con il grado di capitano e poi tenente colonnello. «Nel 1941, come tenente colonnello, divenne presidente della Scuola di pilotaggio di Pescara dove fu anche insegnante ed ebbe come collaboratore il sottotenente Sergio Belli. Il 26 novembre del 1932 sposò, a Padova, Teresina Avanzo. Poi la tragedia», continua Mancini, «Biase venne arrestato a Casalserugo (Padova) e trasferito nel “campo di transito” di Bolzano. Dopo poco, l’8 gennaio del 1945, venne deportato nel “campo di concentramento” nazista di Mauthausen. Qui incontrò il suo caro amico Ugo Sesini, musicologo e compositore, con il quale condivise prima le sofferenze ed infine, nello stesso giorno, la morte». Biase Ranalli morì, nel lager nazista di Mauthausen, il 27 febbraio 1945. A Padova il suo nome è riportato nella “Lapide ai Figli Caduti per la Patria nelle guerre 1936-1946”.