Manipola il figlio di dieci anni per spiare la ex moglie: indagato

Un 49enne pedina la vittima e induce il bambino a controllare la vita sentimentale della madre Il giudice: dovrà rimanere ad almeno mezzo chilometro di distanza da lei e dalla sua abitazione
CHIETI. Ha manipolato anche il figlio di dieci anni per spiare la ex moglie, inducendolo a controllare la vita sentimentale della madre. Un uomo di 49 anni è indagato per atti persecutori nei confronti della coniuge dalla quale si sta separando: ora è sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna, con la prescrizione di mantenere almeno mezzo chilometro di distanza da lei e dalla sua abitazione. L’ordinanza è stata firmata dal giudice del tribunale di Chieti Andrea Di Berardino, su richiesta del sostituto procuratore Lucia Anna Campo, dopo le indagini condotte dai carabinieri della stazione di Bucchianico.
L’indagato è accusato di aver pedinato la ex, tempestandola di messaggi ossessivi e rendendosi protagonista di improvvise sortite nei luoghi in cui lei si trovava. Le continue molestie e le minacce di ripercussioni nel rapporto con i figli hanno obbligato la donna a vivere in un forte stato di ansia e di timore per la propria incolumità. Al punto tale da farsi scortare dalle amiche per la paura di essere aggredita, considerando l’asfissiante controllo dei movimenti che era costretta a subire. A tutto ciò si aggiunge una valanga di messaggi e audio dai toni aggressivi.
Non solo: lo stalker è accusato di aver simulato di aver richiesto un intervento da parte dei carabinieri, sostenendo che lei aveva portato il figlio a giocare a casa di pregiudicati. Come se non bastasse, l’indagato ha cercato di carpire informazioni piombando in un negozio frequentato dalla vittima. Esasperata per le situazioni di stress, dopo aver chiesto aiuto in caserma e presentato denuncia ai carabinieri, lei ha deciso di farsi visitare anche in pronto soccorso, dove i medici hanno certificato il suo stato d’ansia, provocato da aggressioni verbali. Il provvedimento del giudice per le indagini preliminari è scattato perché è concreto il rischio che lo stalker possa continuare a perseguitare la donna, rendendosi protagonista di episodi ancora più gravi.
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