Marchese alla sinistra «Nuovo inizio è possibile»

12 Luglio 2018

SAN SALVO. “Un nuovo inizio è possibile” è lo slogan che si è dato l’ex sindaco di San Salvo Gabriele Marchese che, dopo le recenti sconfitte politiche che hanno segnato la sinistra, chiama a...

SAN SALVO. “Un nuovo inizio è possibile” è lo slogan che si è dato l’ex sindaco di San Salvo Gabriele Marchese che, dopo le recenti sconfitte politiche che hanno segnato la sinistra, chiama a raccolta elettori e militanti che si richiamano ai valori della sinistra e progressisti per partecipare al dibattito organizzato domani, alle 19, al ristorante Vecchio Casale. «Mancano luoghi di discussione», dice Marchese, «è necessario avviare un percorso nuovo, fuori dagli schemi e superando la frammentarietà dei singoli partiti, e rimettere insieme le idee. Tanta gente è in cerca di una strada da percorrere. Gli elettori e militanti che si richiamano ai valori della sinistra e dei cattolici democratici e che sono progressisti da sempre sono ormai sfiduciati e disorientati», continua, «dopo le ultime sconfitte non è stata fatta un’analisi della situazione. Proprio non ce la facciamo a restare a guardare la scomparsa della sinistra in Italia, un’ideale secolare che ha generato sogni e lotte, certezze e diritti, protezione sociale ed elevazione scolastico-culturale, organizzazioni di massa e rappresentanza politica alla classe lavoratrice. L’attuale governo sta rischiando di far regredire il nostro Paese». Durante l’incontro «parleremo e faremo parlare tutti: chi non ha mai avuto incarichi politici o di governo e chi ne ha avuti tanti», spiega l’ex sindaco, «non ci interessa cosa si è fatto nel passato o come si è votato né ci interessano nel futuro le candidature e i posti negli enti. Vogliamo solo impegnarci per continuare una storia che parta dal basso, tornando a essere speranza per l’Italia, nella consapevolezza che la sinistra è a rischio», chiude Marchese, «proprio perché è andata troppo in alto nei palazzi del potere politico ed economico, perdendo il legame vero, autentico e popolare con la propria base».
Serena Colecchia
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