Marchese e D’Amico: Vastese “commissariato” dalla Regione

VASTO. Prima il Consorzio industriale (oggi Arap), poi quello di Bonifica, dove si sono avvicendati già tre commissari, e infine il Civeta, l’ente consortile che gestisce l’impianto di Valle Cena....
VASTO. Prima il Consorzio industriale (oggi Arap), poi quello di Bonifica, dove si sono avvicendati già tre commissari, e infine il Civeta, l’ente consortile che gestisce l’impianto di Valle Cena. Siamo in presenza di un «territorio commissariato e abbandonato al proprio destino» per l’ex sindaco di San Salvo, Gabriele Marchese, oggi consigliere di opposizione, che dà voce a quanti in silenzio stanno assistendo al commissariamento di enti strategici da parte della Regione. «Si riciclano personaggi buoni per tutte le stagioni», attacca Marchese, «si rafforza sempre più la logica dell’uomo solo al comando. Questo non è il nuovo. Per non parlare dei sindaci che devono occupare la Statale per farsi ascoltare e non rimanere isolati da frane e smottamenti».
Un atto d’accusa che non resta isolato. Sulla stessa lunghezza d’onda è Camillo D’Amico, ex capogruppo provinciale del Pd. «Siamo un territorio depauperato, privo di una rappresentanza politica ed istituzionale adeguata ed autorevole», afferma D’Amico, «manca una comune regia che ci ridia quella forza e dignità perduta. L’elenco dei commissariamenti è abbastanza notorio e lungo. Al Consorzio di bonifica Sud in meno di un anno siamo arrivati al terzo commissario senza che si sia palesata la benché minima volontà di restituire all’ente un governo democratico frutto del voto dei consorziati. Al Civeta il commissario ad acta arrivato con un anno di ritardo vuole aumentare il costo di smaltimento dei rifiuti perché le tariffe attuali sono troppo basse rispetto al resto della Regione. Sottaccio, per sola carità di patria, la vicenda del Consorzio industriale, della situazione penosa e da terzo mondo della viabilità e dei servizi più essenziali come poste e sanità, la cui scadente qualità è evidente e sotto gli occhi di tutti. A questa situazione c’è rimedio solo se i sindaci fanno squadra e massa critica al di là delle posizioni, dei partiti e dei gruppi di appartenenza», è la proposta di D’Amico. (a.b.)
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