Marchese, ex sindaco di San Salvo: «Priorità al completamento della diga»

30 Agosto 2017

VASTO. «Al completamento della diga di Chiauci va data priorità, non possiamo più aspettare». Lo sostiene l’ex sindaco di San Salvo, Gabriele Marchese (nella foto). «Non è la prima volta che il...

VASTO. «Al completamento della diga di Chiauci va data priorità, non possiamo più aspettare». Lo sostiene l’ex sindaco di San Salvo, Gabriele Marchese (nella foto). «Non è la prima volta che il territorio, la popolazione e l’apparato produttivo sono costretti a fare i conti con la mancanza d’acqua. È un fenomeno che si ripete in maniera ciclica da tantissimi anni e il tutto avviene nella quasi totale indifferenza di chi dovrebbe assumere decisioni atte a risolvere il problema», annota Marchese, «manca l’acqua per bere, per lavarsi, per il turismo, per le imprese, per l’agricoltura che in ogni emergenza rimane l’anello debole e interi raccolti vanno in malora. Viviamo in un’epoca dove si pensa molto al virtuale e poco al reale. Si pensa tanto a fare feste e fiere e poco ad investire risorse al fine di garantire beni primari alla vita delle persone», accusa l’ex sindaco ricordando che l’acqua è un diritto e come tale andrebbe garantita a tutti. «Non a caso in occasione della redazione del Masterplan da parte della Regione avevo alzato la voce chiedendo di investire risorse per il completamento della diga di Chiauci», ricorda l’ex sindaco, «la dichiarazione di emergenza nazionale è l’ennesima trovata che non serve a risolvere il problema. Serve invece una procedura d’urgenza nell’affidamento delle opere per il completamento della diga. Il Vastese, inoltre, non può continuare a bere acqua prelevata dal fiume: servono risorse, così come ho richiesto in più occasioni quando ero sindaco, per rifare le reti idriche e utilizzare l’acqua proveniente dalle sorgenti del Verde. Chiedo ai decisori pubblici di intervenire in questa direzione se vogliamo risolvere il problema», conclude Marchese, «il palleggio delle responsabilità a cui assistiamo in questi giorni serve a ben poco. A chi ha responsabilità pubbliche dico di essere prudenti nei giudizi e a fare più che a dire». (p.c.)