Mareggiate e strade franate Casalbordino è in ginocchio

9 Marzo 2017

Il mare è avanzato di oltre 7 metri, chiuso anche il collegamento per Paglieta Il sindaco: «Il Comune da solo non ce la fa, ma servono interventi duraturi»

CALBORDINO. Crisi e maltempo hanno messo in ginocchio Casalbordino. Una nuova mareggiata ha vanificato gli interventi recenti e il dissesto idrogeologico ha fatto sprofondare un tratto di strada che collega località Vidorni a Piana d’Alloro, in direzione di Paglieta. Nella zona c’è un agriturismo, raggiungerlo è diventata un’impresa. «Il Comune non può farcela da solo. Gli interventi tampone non servono. La Regione deve aiutarci ma con interventi programmati e destinati a durare», dice il sindaco Filippo Marinucci sconfortato. Una nuova esondazione del Sinello ha provocato altri guai. «Ho dovuto chiudere la strada per Paglieta, è franata. L’economia del paese rischia di naufragare». I problemi maggiori arrivano però dal mare. «Una nuova mareggiata ha divorato la spiaggia e provocato ancora danni alle strutture balneari della riviera. Spinto dal vento il mare ha vanificato tutti gli sforzi. La Regione ci ha dato 400mila euro per il ripascimento, ma non bastano. Gli ultimi 283mila euro di sabbia gettata a Casalbordino finiranno inevitabilmente a Punta Penna, trascinati dalle correnti. È inutile spendere denaro per rimettere la sabbia su questo litorale se non vengono eseguite opere che la trattengano», dice Marinucci, «dal 1983 qui sono stati spesi 7 milioni di euro, finiti in mare. Servono interventi di ripascimento delle barriere. Vanno programmate soluzioni per trattenere la sabbia. Casalbordino ha bisogno di interventi solidi e mirati», dice Marinucci lanciando un appello alle autorità preposte, «dicono tutti che il turismo è la più grande risorsa per le località balneari abruzzesi. Aiutateci a fare turismo. Così non è possibile andare avanti». La Sib-Confcommercio è intervenuta più volte sul problema, la Regione ha concesso fondi. «Usati per interventi tampone che con la prima mareggiata sono stati vanificati», insiste il sindaco Marinucci, «è un disastro. La furia dei marosi ha provocato gravi danni e a terra non abbiamo più strade». Dopo le ultime piogge il mare è avanzato di oltre 7 metri. Gli operatori già gravemente colpiti dalla crisi sono in preda allo sconforto. A Casalbordino non vogliono arrendersi. Se però il mare e i fiumi portano via tutto è la fine. «Io non ce la faccio più», dice Marinucci. Non è l’unico sindaco in difficoltà. Il nubifragio di martedì ha creato nuovi problemi anche a Guilmi. «Siamo di nuovo isolati», dice il sindaco Carlo Racciatti. (p.c.)

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