Marfisi, oggi l’addio Il vice La Farciola: «È insostituibile»

LANCIANO. È il giorno dell’addio a Danilo Marfisi. La città renderà l’ultimo saluto alle 15 nella chiesa dello Spirito Santo al presidente, anima e cuore del Mastrogiurato, della rievocazione storica...
LANCIANO. È il giorno dell’addio a Danilo Marfisi. La città renderà l’ultimo saluto alle 15 nella chiesa dello Spirito Santo al presidente, anima e cuore del Mastrogiurato, della rievocazione storica dei fasti della Lanciano medievale, scomparso venerdì pomeriggio a 69 anni a causa di una malattia. Tantissimi i messaggi di cordoglio e i ricordi che si susseguono sui social e tra le persone. Una città che rende tributo a un uomo che l’ha amata profondamente, che ha contribuito a ricostruire parte della sua storia riportandola “in vita”, attraverso il Mastrogiurato. «Non è una sagra o una festa di paese», diceva Marfisi della rievocazione, «è storia».
Una storia che ha portato nelle scuole, in Europa e perfino in America. Con lui l’amico e vicepresidente dell’associazione Mario La Farciola. «Sono distrutto, ho perso un fratello», commenta La Farciola, «conosco Danilo dai tempi delle operette teatrali. Lui era presidente della compagnia di teatro dialettale con cui siamo arrivati anche in Canada. Finita quell'esperienza nel 1997 ci siamo dedicati totalmente al Mastrogiurato, di cui è diventato presidente nel 1999. Ora non sarà più la stessa cosa, anche se molte idee le abbiamo condivise non sarà facile trovare qualcuno con la sua stessa sua dedizione, amore: è insostituibile. La rievocazione si svolge la prima domenica di settembre, è stata poi arricchita con la Settimana medievale ma serve l’intero anno per organizzarla e tenere il suo passo sarò dura. Faremo di tutto per onorarlo e per non deluderlo».
Lui che ha cresciuto il Mastrogiurato come un figlio, che gli ha dato gioie, dolori, notti insonni per far quadrare i conti, rimettendoci di tasca propria. E aveva grandi progetti Marfisi. A partire da una sede- museo. L’associazione paga l’affitto al Comune per due locali piccoli, lui chiedeva uno spazio, anche da sistemare, dove esporre abiti, materiale, documenti storici per aprilo alle scuole, come fanno altre città italiane ed europee che ospitano rievocazioni storiche. Lui che le ha viste con i propri occhi girando l’Europa e creando rapporti di amicizia, diventati anche gemellaggi con Ungheria, Germania, Spagna, Francia, Portogallo, Polonia, Slovenia, Romania.
Marfisi, ex direttore di banca, è stato anche presidente della Confederazione europea dei giochi storici ed era ancora consigliere della federazione italiana che ne ricorda «il contributo di idee e di stimolo che ha continuamente dato alla federazione».
Tanti i messaggi di cordoglio dei colleghi europei. Uomo d’altri tempi, cordiale, mai sopra le righe, amante della musica, juventino, innovatore, Marfisi ha fatto crescere la rievocazione che porta in città migliaia di presenze con importanti riflessi economici e culturali. Da tempo lavorava al progetto del Villaggio medievale da fare nel Central park - dopo aver abbandonato l’idea del parco Diocleziano - che avrebbe potuto accogliere anche una giostra cavalleresca. Toccherà ad altri provare a realizzarlo in suo onore. (t.d.r.)
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