francavilla al mare

Maria trovata impiccata, il compagno: «Era depressa». Perquisita la casa della coppia

17 Ottobre 2026

L’ex agente penitenziario è sicuro che la 65enne si sia suicidata, ma ci sono ancora tanti punti oscuri. Lei aveva problemi di deambulazione: com’è possibile che abbia percorso chilometri al buio?

FRANCAVILLA AL MARE. «Quando una persona sta male, che cosa può fare? Magari sei in depressione. Magari uno dice: “Non voglio vivere più”. Quanti casi succedono?». Risponde allineando domande Vito Palagiano, il compagno di Maria Ionescu, scomparsa dall’autogrill Alento Ovest sull’A14 e trovata misteriosamente impiccata. Parla così a un’inviata della trasmissione ‘Ore 11’ (Rete 4) che lo raggiunge nella sua casa di Mottola, in provincia di Taranto. Ex agente della polizia penitenziaria, è stato l’ultimo a vedere in vita la donna di 65 anni, originaria della Romania: il cadavere è stato scoperto nelle campagne di Francavilla, in contrada Santa Cecilia, a quasi due chilometri dall’area di servizio dell’autostrada, all’altezza di Miglianico. Palagiano resta dunque fermamente convinto che Maria si sia tolta la vita da sola, stringendosi attorno al collo un filo di ferro di quelli usati nei vigneti.

L'uomo, 66 anni, si ferma per pochi istanti davanti alla giornalista dopo che, nelle ore precedenti, la polizia ha perquisito l’appartamento che divideva con Maria. Giovedì pomeriggio, scoperto il cadavere, Vito era stato ascoltato per circa cinque ore – come persona informata sui fatti – dal pubblico ministero Giancarlo Ciani e dai poliziotti della squadra mobile di Chieti, diretti dal commissario capo Francesco D’Antonio. Chi indaga punta a ricostruire nel dettaglio il contesto in cui è maturata la tragedia, ispezionando anche l’abitazione da cui Palagiano e Ionescu erano partiti per una breve vacanza a Rimini, dove vive il figlio di lei.

Il giallo inizia all’alba di mercoledì. Stando al racconto dell’uomo, fatta colazione all’autogrill e appena tornata in auto, Maria gli avrebbe detto: «Ho dimenticato il foulard in bagno, vado a riprenderlo e torno». In realtà, indietro non è più tornata. Il compagno, come confermato dal direttore e dagli addetti dell’area di servizio, ha lanciato subito l’allarme, mettendosi a chiedere chi l’avesse vista. Poi è stata allertata la polizia stradale. Le ricerche nella zona hanno dato esito negativo finché, alle nove di due giorni fa, la proprietaria di un b&b di contrada Santa Cecilia, uscita a passeggio col cane, ha notato il corpo appeso a un albero di ulivo.

Restano però diversi punti oscuri intorno alla tragica fine di Maria. E tra le domande, ce n’è una che pesa più delle altre. Maria aveva problemi di deambulazione: com’è possibile che prima delle cinque del mattino, nel buio pesto, sia riuscita a percorrere un tratto così impervio tra i campi? A questo si sommano le voci raccolte nel paese del Tarantino: secondo alcune testimonianze dei vicini di casa, la coppia discuteva spesso, pure animatamente. E anche prima dell’anomala sparizione ci sarebbe stato un litigio.

«Ma perché, cosa ti interessa a te cos’è successo?», taglia corto Palagiano con la giornalista che prova a intervistarlo. «Interessa a me quello che è successo, non a te tutto sommato», insiste l’ex agente penitenziario. «È chiaro il discorso? Io ho subito il danno, non altri». Infine, tanto per essere ancora più esplicito, il compagno di Maria invoca il silenzio: «È inutile che facciamo questa pubblicità, ok?». Uno dei passaggi fondamentali dell’inchiesta resta ora l’autopsia, che all’inizio della prossima settimana sarà affidata al medico legale Pietro Falco. Servirà a fissare i primi punti fermi in una vicenda che di chiaro ha ancora poco.

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