Mario Negri Sud, vendita saltata Amil: noi parte lesa
SANTA MARIA IMBARO. Si dichiara parte lesa la Amil Lazio nella transazione con la Provincia per l'acquisto del complesso immobiliare del Mario Negri Sud, annullata perché l'assegno bancario versato...
SANTA MARIA IMBARO. Si dichiara parte lesa la Amil Lazio nella transazione con la Provincia per l'acquisto del complesso immobiliare del Mario Negri Sud, annullata perché l'assegno bancario versato per il deposito cauzionale non aveva copertura economica. «Perché mai Amil-Lazio», si schermisce in una nota l'associazione mutilati e invalidi sul lavoro, orfani e vedove, «avrebbe dovuto compiere un’azione tanto stupida, inutile e controproducente, come dare un assegno “non pagato” quando questo risulta essere stato fornito direttamente dall’esponente del fondo?». L'associazione si era appoggiata ad un fondo etico per il pagamento del deposito cauzionale di 107mila euro, corrispondente all'1% del valore a base d'asta dell'immobile, e si dichiara ora «vittima di un inspiegabile ed ignoto atto di tradimento». «Dopo aver lavorato per più di due anni ed investito in risorse umane e professionali e in denari», spiega Amil Lazio, «per la progettazione e verifica di fattibilità del macro-progetto scientifico e socio-umanitario per la rinascita dell’ex prestigioso Istituto di ricerca Negri Sud, siamo letteralmente attoniti e sbigottiti». L'associazione ripercorre gli ultimi eventi. «Il 3 settembre», dichiara, «con una Pec datata 2 settembre, la Provincia ci ha avvisati che era stata disposta la non aggiudicazione della procedura di acquisto dell’ex Negri Sud in quanto sarebbero scaduti i termini di legge per la copertura totale o parziale degli oneri dovuti alla data del 30 agosto. Ci siamo procurati la determina sul sito della Provincia e abbiamo chiesto formale accesso agli atti, allo scopo di poter comprendere gli esatti accadimenti». Già da alcune indiscrezioni prima dell'apertura della busta, il 4 giugno, si era parlato di un fondo etico anglo-americano con sede legale in Svizzera. «Il nostro progetto non era ignoto», conclude Amil Lazio, «anzi era stato presentato ai vari settori di competenza, ricevendone consenso. Il rappresentante del fondo che, a quanto pare, avrebbe dovuto provvedere al regolare finanziamento, è stato presentato e ha effettuato autonomamente le operazioni che richiedeva la procedura». (d.d.l.)

