Marito violento a processo prende a morsi la moglie

13 Marzo 2019

CHIETI. Aggressioni fisiche, morsi, minacce, pedinamenti e molestie telefoniche. Così, secondo l’accusa, un uomo di 32 anni di Chieti avrebbe trasformato in un inferno la vita della moglie dalla...

CHIETI. Aggressioni fisiche, morsi, minacce, pedinamenti e molestie telefoniche. Così, secondo l’accusa, un uomo di 32 anni di Chieti avrebbe trasformato in un inferno la vita della moglie dalla quale si stava separando: ieri il giudice Luca De Ninis lo ha rinviato a giudizio con le accuse di stalking e lesioni personali aggravate. Il processo inizierà il prossimo 15 aprile davanti al tribunale in composizione monocratica. All’imputato, difeso dagli avvocati Flavia Di Marzio e Vittorio Supino, sono stati revocati gli arresti domiciliari. Gli atti persecutori, si legge sul capo d’imputazione formulato dal pm Lucia Anna Campo, sono andati avanti dal 17 settembre al 10 dicembre del 2018. Dopo aver lasciato la casa coniugale, il marito avrebbe molestato e minacciato la moglie di 29 anni «telefonandole ripetutamente e inviandole numerosi messaggi telefonici». Alternava parole d’amore e inviti a tornare insieme a ingiurie pronunciate anche davanti alla loro figlioletta di 6 anni. L’imputato spesso chiamava la donna sul telefonino pretendendo di sapere dove e con chi fosse. Poi sono cominciati i pedinamenti e gli appostamenti sotto casa della presunta vittima e nei pressi del bar dove lei lavorava. In due occasioni il 32enne si sarebbe recato a casa della moglie suonando ripetutamente il citofono e urlando con la pretesa di vedere la figlia. Le continue telefonate, «anche in orario notturno», sono proseguite «sebbene il 19 novembre del 2018 all’imputato fosse stata applicata la misura cautelare che gli impediva non solo di avvicinarsi alla vittima ma anche di comunicare con la stessa». Ecco perché, dopo un’ulteriore denuncia della donna che si è presentata ai carabinieri con gli screenshot dei messaggi ricevuti, per il 32enne sono scattate le manette. In una circostanza l’uomo ha anche ferito la moglie «prendendola per il collo, mordendole la mano destra e scaraventandola a terra». (g.let.)