Marongiu: al lavoro per il futuro di Lanciano

19 Ottobre 2021

Il candidato del centrosinistra telefona a Paolini: faremo una buona opposizione per il bene della città

LANCIANO. Sono 442 i voti che hanno separato Leo Marongiu dal suo sogno più grande, iniziato probabilmente da lontano, da quando, poco più che ragazzo, nel 2009, era diventato segretario cittadino del Pd dopo una lunga militanza di sezione e di partito. Non ce l’ha fatta il candidato del centrosinistra e liste civiche nello scontro, quasi titanico, con la corazzata del centrodestra che si è unito tutto, movimenti civici e partiti, sotto l’egida e l’esperienza di Filippo Paolini. Marongiu si è fermato al 48,78% con 8.810 voti contro Paolini, già sindaco per 10 anni, che ha ottenuto il 51,22% con 9.252 preferenze. Una sconfitta che è arrivata come una doccia fredda già dalle prime ore del pomeriggio, quando lo scarto con l’avversario del centrodestra si stava allargando da subito attorno ai 300 voti.
Nonostante il risultato del primo turno (42.18% e 8.459 voti per Marongiu contro il 49,77% e i 9.981 voti di Paolini) il morale nella sede di via delle Rimbembranze era molto alto. Storicamente i ballottaggi hanno sempre portato bene al centrosinistra che aveva festeggiato la vittoria insperata nel 2011 con Pupillo, per la prima volta nella storia repubblicana della città, e poi ancora nel 2016. Non questa volta, nemmeno con l’aiuto e l'alleanza con il Movimento 5 stelle che aveva stretto con Marongiu un patto di 10 progetti comuni da avviare da subito in città. E nemmeno dopo essersi arrampicati in una epica rimonta rispetto al primo turno che vedeva comunque Marongiu molto gradito all’elettorato, con 500 voti personali in più rispetto alle liste. Marongiu ha traghettato anche il Pd fuori dalle secche delle percentuali nazionali e che, con il 10,8% è oggi primo partito della coalizione, e ha saputo unire gli animi, anche quando, all’interno della coalizione, le ambizioni alla carica di primo cittadino erano diverse.
«Ho chiamato Filippo e gli ho fatto gli auguri di buon lavoro», ha detto Marongiu, da sempre campione di fair play anche nelle vesti appena dismesse di presidente del consiglio comunale, «ricordandogli che una buona maggioranza deriva anche da chi ha la capacità di fare una buona opposizione. Da parte nostra continueremo a costruire una proposta alternativa, con i temi che abbiamo trattato in campagna elettorale e che presenteremo tra cinque anni. Ripartiremo da qui con lo stesso entusiasmo, la stessa determinazione di questi giorni straordinari». Nessuna parola di astio nei confronti degli elettori: «Vanno sempre ringraziati», ha commentato Marongiu, «probabilmente non ci siamo fatti capire da quei 400 e passa votanti che non ci hanno scelto. Da parte mia sono sereno e soddisfatto, siamo arrivati molto vicini alla vittoria e ringrazio davvero tutti: è stata una grande un’esperienza politica e umana. Da domani si ricomincia. La campagna elettorale è finita e bisogna guardare avanti, lasciamo sicuramente una città migliore di come l’abbiamo trovata».