Marongiu: «Neurologia rischia il collasso»

27 Ottobre 2021

Il consigliere del Pd sulle criticità del reparto: «C’è carenza di medici, serve personale da Chieti»

LANCIANO . «Una programmazione carente e lenta sulle strategie concorsuali sta portando il reparto di Neurologia al collasso». È il consigliere comunale Leo Marongiu (Pd) ad intervenire sul problema della Neurologia che per carenza di medici è costretta a tagliare alcuni servizi. «Purtroppo da anni la Neurologia non ha risposte, in primis sulla nomina del primario dopo un concorso regolarmente espletato a marzo 2018», spiega Marongiu. «Oggi, con sette medici in organico, più il primario facente funzione, con tre medici con prescrizioni e vicini alla pensione, non si riescono a coprire i turni. Se fosse stato nominato il primario, il suo posto poteva essere ricoperto da un altro neurologo. Invece si è arrivati al punto di non coprire i turni e di dover sospendere le reperibilità attive perché i 4 medici che le fanno, non riescono più ad assicurare il servizio per l’eccessivo carico di lavoro».
La soluzione? Per Marongiu non è certo quella di tagliare i servizi, ridurre l’attività di un reparto modello o addirittura l’ipotesi più nefasta di arrivare a fare tagli che porterebbero alla chiusura del reparto. «Si può risolvere il problema se la Asl organizzasse la mobilità tra i tre reparti che ci sono in azienda, se potessero arrivare i rinforzi in primis dall’ospedale di Chieti», dice il consigliere. «Si possono vincere le resistenze ad oggi mostrate pare da alcuni medici, così come è stato fatto nel recente passato con gli anestesisti del Renzetti andati in soccorso ai colleghi di Vasto, insieme ai colleghi di Chieti, in un’ottica di collaborazione ma soprattutto per assicurare servizi ai territori». Un aiuto che sarebbe temporaneo, perché la Asl un concorso per assumere neurologi lo ha indetto. «Si deve trovare una soluzione perché la Neurologia, con la stroke unit, è un reparto importante che nonostante le carenze ha funzionato bene grazie al sacrificio di medici e personale infermieristico e tecnico», aggiunge Marongiu.
«La soluzione non è lasciar correre o, peggio, chiudere l’unità, perché ad oggi, al di là degli atti di programmazione della nuova rete ospedaliera sbandierata in campagna elettorale, atti inviati fuori tempo massimo dalla Regione e quindi respinti dal tavolo di monitoraggio del ministero, rischiamo da subito di perdere altri servizi nel nostro ospedale e assistere al depotenziamento di un reparto importante per il territorio». (t.d.r.)
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