Marongiu: pochi parti in ospedale

16 Aprile 2022

Il consigliere del Pd: «Ginecologia in abbandono, in città le nascite sono crollate»

LANCIANO. Scomparirà il “nato/a a Lanciano” sui futuri documenti dei lancianesi? Se si continua a lasciare nell’abbandono il reparto di Ostetricia/ginecologia dell’ospedale Renzetti, e soprattutto il punto nascita, per molti è un rischio concreto. Ne è convinto anche il consigliere comunale Leo Marongiu (Pd) che ha raccolto il grido di aiuto di operatori e pazienti. «La Ginecologia è in ginocchio», dice Marongiu, «personale al collasso, gestione confusionaria, mancanza di un primario, lavori abbandonati e soprattutto parti crollati sotto i 100 (nello stesso periodo lo scorso anno ce ne erano circa 40 in più, ndc), con una proiezione annuale preoccupante che mette a rischio il punto nascite del Renzetti senza una sterzata immediata. Il reparto è ormai dipendente dalla unità complessa di Chieti e c'è una totale confusione con turni che rimangono scoperti fino all’ultimo secondo, costringono medici di Lanciano a fare notti e reperibilità oltre il normale, creando altissimi rischi per l’utenza e il personale».
Serve un cambio di passo per Marongiu che ridia autonomia e vigore allo storico reparto. Indica anche soluzioni il consigliere a «una guida Asl e della Regione targata Marco Marsilio impegnata a immaginare lo spostamento di servizi e reparti fuori dell'ospedale, come la proposta di smembramento del Renzetti verso l'ex Negri Sud a Santa Maria Imbaro, e a giocare sul futuro dell’ospedale con la progettualità del cuci-scuci, per accorgersi delle necessità del reparto».
Per Marongiu si dovrebbe subito chiudere la procedura per il nuovo direttore dell’unità che può dare certezze e stabilità; sbloccare i lavori attesi da 15 anni (è stato preparato il cantiere ma i lavori non sono iniziati, ndc); avviare un confronto con medici, ostetrici e ginecologi del territorio per ricostruire una rete di fiducia verso il punto nascite con l'impegno anche dell’attuale amministrazione. «L’amministrazione Paolini si sta invece adagiando sulle proposte discutibili della Asl», attacca Marongiu, «senza raccogliere le istanze che vengono dal Renzetti, da operatori, pazienti e dal Tribunale del malato». Un presidio senza direzione ospedaliera, senza molti primari, con difficoltà in tutti i reparti, anche il Pronto Soccorso, «con una seconda Tac che funziona a metà ma che ha attratto il codazzo gaudente degli esponenti istituzionali regionali e locali per l’inaugurazione di poche settimane fa». (t.d.r.)
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