Marrucino, parte il nuovo corso Angeloni: teatro aperto alla città

L’ex presidente del Chieti calcio alla guida del consiglio di amministrazione con Roccioletti e Stumpo «Non solo spettacoli, ma anche matrimoni, tesi di laurea e convention: ecco tutti i nostri progetti»
CHIETI. «Il Marrucino deve tornare a vivere pienamente come accadeva nel Novecento, quando la città era dentro il teatro e la vita cittadina vi si svolgeva pienamente». Il nuovo presidente del consiglio d’amministrazione del teatro Marrucino, Giustino Angeloni, spiega come immagina il futuro dell’istituzione culturale cittadina che da ieri presiede ufficialmente: prendendo spunto dal passato, immagina un teatro dove, oltre agli spettacoli, si possano anche fare matrimoni, tesi di laurea, convention di grandi aziende e tanti altri appuntamenti. E poi sinergie e collaborazioni con realtà anche fuori dalla regione, come il Teatro Regio di Parma, di cui Angeloni ha esperienza diretta essendo stato componente del consiglio d’amministrazione in quota Confindustria. Ex consigliere comunale dal 1970 al 1985, ex presidente del Chieti calcio e ora patron della Pallavolo teatina, Angeloni, 72 anni, si cimenta ora alla guida del Marrucino con un occhio alla storia bicentenaria dell’istituzione e uno fisso sul futuro, convinto che «chi deve costruire il futuro debba conoscere bene il passato». Ieri a teatro c’è stata la presentazione della nuova dirigenza, che ha subito riconfermato Cesare Di Martino nel ruolo di direttore amministrativo.
IL NUOVO CDA Al fianco di Angeloni ci saranno gli altri due componenti del Cda: Maria Cristina Stumpo, 64 anni, ex dipendente dell’università d’Annunzio, da sempre vicina al teatro anche per storia personale e familiare, e Paolo Roccioletti, 68 anni, ex presidente del cda dal 2011 al 2015, componente di nomina regionale sponsorizzato dal consigliere regionale Mauro Febbo, presente anche lui alla conferenza stampa. E ci sarà anche Di Martino, il direttore amministrativo che ricopre l'incarico dal 2012. A presentare il nuovo Cda c’erano anche il direttore artistico Ettore Pellegrino, il sindaco Diego Ferrara e il vicesindaco Paolo De Cesare, con delega al Marrucino. È lui che ha voluto Angeloni, suo candidato alle scorse elezioni comunali. Ad ascoltare i programmi della nuova dirigenza sono arrivate molte persone che negli anni sono sempre state vicine al teatro, come Tonino Salvatore, ex assessore della giunta Cucullo. Da sorella del neopresidente del cda e appassionata di teatro, c’era, inoltre, la dirigente dell’istituto comprensivo 1, Grazia Angeloni.
IL SUPERCINEMA Dopo i ringraziamenti all’ex presidente Cristiano Sicari, molto apprezzato nonostante la mancata riconferma, e alla consigliera uscente Annalisa Di Matteo (che non ha ripresentato la candidatura), sindaco e vicesindaco hanno detto di voler far ripartire la città proprio dalla cultura. «Vogliamo restituire alla città un ruolo culturale di traino, innanzitutto in seno all’Abruzzo», ha detto Ferrara, che ha annunciato anche la volontà di riaprire il Supercinema, una tra le promesse più gettonate della scorsa campagna elettorale. De Cesare ha invece ricordato i lavori strutturali in itinere al teatro: dalla riqualificazione della platea, con la sostituzione delle sedute che avverrà anche nei palchi, all’installazione di un ascensore e di una piattaforma per abbattere le barriere architettoniche. Il vicesindaco ha inoltre annunciato un progetto per la riqualificazione dell’ex Eden e di palazzo Massangioli: «Progetti reali», ha sottolineato alludendo alla vicenda dei 6 milioni annunciati da Fabrizio Di Stefano che non sarebbero mai arrivati al Comune.
L’AIUTO DELLA REGIONE Alla presentazione del nuovo cda ha preso la parola anche il consigliere regionale Febbo che ha assicurato il sostegno dell’amministrazione regionale. Febbo ha ricordato di essere sempre stato vicino al Marrucino, sin da quando, da assessore comunale della giunta Cucullo, con il Comune in dissesto ne evitò la chiusura. Dall’epoca del dissesto e degli sforzi di Cucullo e Febbo per risanare le finanze dell’ente sono passati decenni, ma l’ente si ritrova ancora sull'orlo del default. Il sindaco Ferrara ha avviato la procedura di predissesto. Ma al Marrucino, ha assicurato De Cesare, «non abbiamo tolto un euro».
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