Martella ora si ferisce in carcere

25 Marzo 2015

L’uomo accusato di avere strangolato la compagna si è fatto dei tagli sul corpo con la lametta

VASTO. Joseph Martella, 57 anni, l’uomo che la sera dell’8 marzo in un impeto d’ira ha ucciso la compagna Daniela Marchi, 53 anni, sta sempre più male. L’uomo, rinchiuso nel carcere di Torre Sinello, a Punta Penna, non si dà pace ed è arrivato a compiere gesti di autolesionismo. Qualche giorno fa si è procurato delle ferite piuttosto importanti sul corpo ed è stato portato in infermeria.

La notizia arrivata alla Marina ha allarmato gli amici di Joseph. Il difensore Massimiliano Baccalà non vuole parlare dell’accaduto ma non nega di essere preoccupato. Al suo fianco a difendere Martella ora c’è anche l’avvocato Alessandro Orlando. I due legali stanno preparando l’interrogatorio del loro assistito in attesa dei risultati dell’autopsia. A preoccupare gli avvocati più che le condizioni fisiche sono quelle psicologiche. Martella è depresso. Resta in silenzio per ore. A distanza di 17 giorni dalla tragedia, il movente dell’omicidio resta un mistero. La soluzione del caso potrebbe essere racchiusa nel cellulare della vittima. Le ultime telefonate fatte e ricevute dalla donna potrebbero aiutare gli investigatori a fare chiarezza sull’omicidio. La polizia, però, non parla.

La difesa, tuttavia - ormai è quasi certo - sembra intenzionata a chiedere una perizia psichiatrica per l’indagato. «Lo conosco da anni ma non l'ho mai visto così depresso», ripete l’avvocato Baccalà.

Dopo il gesto autolesionista, Martella è nuovamente guardato a vista 24 ore su 24 dagli agenti. Si teme che possa tentare il suicidio. Gli amici dicono che dorme pochissimo. Dalla sera dell’omicidio parla in monosillabi. Nessuno è riuscito a farsi spiegare perché ha litigato con Daniela Marchi e che cosa lo ha fatto infuriare la sera del delitto. I prossimi giorni saranno fondamentali. Nel corso dell’interrogatorio potrebbe finalmente emergere il movente. La posizione di Martella resta comunque molto delicata. L’accusa dei suoi confronti è omicidio volontario e l’uomo rischia una severa condanna. Ma questo a lui non sembra importare molto. Quello che lo addolora di più è di non avere più al suo fianco Daniela Marchi.

«Questo posso dirlo con tranquillità e senza tema di smentita: Joseph Martella voleva molto bene alla compagna. Gli amici della coppia possono confermarlo. Proprio per questo quello che accaduto appare davvero strano», afferma Baccalà. Forse saranno le indagini a raccontare cosa è accaduto la sera dell’8 marzo in contrada San Tommaso nell’appartamento diviso da Martella con la compagna.

Paola Calvano

©RIPRODUZIONE RISERVATA