San Giovanni Teatino

«Martina morta per il guardrail assente»: due dirigenti pubblici finiscono sotto accusa

3 Ottobre 2026

Hanno ruoli di responsabilità al Comune di San Giovanni Teatino e al Consorzio industriale

SAN GIOVANNI TEATINO. Se quel canalone profondo quattro metri e mezzo fosse stato protetto da un guardrail, Martina Vichayte si sarebbe potuta salvare. Per questo due dirigenti pubblici – ovvero Assunta Maria Di Tullio, responsabile del Settore tecnico manutentivo del Comune di San Giovanni Teatino, e Lorella Franciotti, commissario straordinario del Consorzio per lo sviluppo industriale di Chieti-Pescara – rischiano di finire sotto processo. L’accusa: omicidio stradale per non aver montato le opportune barriere in via Aterno, all’altezza del civico 36, il punto dove si è consumata la tragedia in cui, nella notte di San Valentino del 2025, ha perso la vita la giovane di 26 anni, receptionist negli hotel e una laurea in Scienze del turismo. I due enti, in base alle contestazioni, sono infatti «coinvolti nella proprietà e nella gestione» del tratto di strada in cui è avvenuto l’incidente e dell’adiacente canale irriguo.

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